Bando per gli eventi natalizi in città, critiche dal M5S: "Pubblicato troppo tardi. Tempi ristretti per programmare"

I consiglieri comunali Mangano e Colella: "In altre città si agisce con largo anticipo. Non vorremmo ritrovarci con eventi da festa di condominio, magari dislocati solo in centro"

"Un bando pubblicato troppo in ritardo e con tempi ristretti per programmare adeguatamente. Non vorremmo ritrovarci con eventi da festa di condominio, magari dislocati solo in centro". Il Movimento Cinque Stelle a Palazzo di Città critica la gara, pubblicata ieri dal Comune, riguardante l'organizzazione degli eventi natalizi in città dal prossimo 6 dicembre. In tutto un mese di appuntamenti, per un costo di circa 128mila euro. Per gli esponenti pentastellati in aula Dalfino, Sabino Mangano e Francesco Colella, bisognava già impostare tutto con più mesi d'anticipo: "In altre città - spiegano - si agisce diversamente. A Roma il bando è stato pubblicato ad agosto, a Torino verso la fine di settembre. Ci sono solo 2 settimane per la redazione della proposta, visto che la scadenza è fissata per il 22. Tenendo conto dell'inizio delle attività, previsto per il 6, vi sarà una probabile approvazione di graduatoria provvisoria a ridosso dello start della manifestazione quindi, in buona sostanza, impossibilità o inutilità del portare avanti eventuali ricorsi".

"Municipi penalizzati, poche risorse"

Il Movimento, inoltre, puntualizza la questione dei Municipi e degli eventi da organizzare in zone decentrate: "Per loro - affermano - c'erano fino a 10mila euro come somma annuale per tutti gli eventi culturali. Una parte è stata erogata anche a settembre. Riteniamo sia davvero un'elemosina che costringe, in qualche modo, a spendere queste cifre per qualche eventi natalizio, anzichè spalmarli per tutto l'anno. Per i Municipi, in questi anni, sono state stanziate risorse scarse. L’Art. 61 del Regolamento Istitutivo sul Decentramento Amministrativo prevede che per le funzioni non allocate in via esclusiva in capo ai Municipi vengano assicurate risorse in misura non inferiore al 30% della spesa globale, come nel caso delle funzioni culturali. Fino ad ora - concludono - abbiamo visto troppo poco". 

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