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Regione, si dimette l'assessore alla Cultura Gianni Liviano

Il delegato alla Cultura e Turismo della giunta Emiliano è finito al centro delle polemiche per un bando vinto da una ditta che fa capo ad un suo amico e sostenitore. Il presidente dovrà ora decidere se accettare le dimissioni

Ha presentato le dimissioni al gabinetto del presidente Michele Emiliano con una lettera in cui chiarisce la sua posizione. Gianni Liviano, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione, ha annunciato la volontà di dimettersi dall'incarico, dopo essere finito al centro delle polemiche per un presunto "bando su misura" vinto da un suo amico.

Il caso è stato sollevato da Repubblica Bari. Nel mirino è finito un bando di gara di 39mila euro per «l’organizzazione e il coordinamento di incontri territoriali per l’accompagnamento degli enti locali all’attuazione della nuova programmazione culturale – turistica» nell'ambito della preparazione degli stati generali della cultura e del turismo, affidato dalla Regione con procedura diretta ad una società esterna. La ditta che si è aggiudicata l'appalto, al ribasso di duemila euro, è alla Dijinima Kiki consulenti & partners srl di Taranto, il cui legale rappresentante è il mandatario elettorale dell’assessore. 

"Signor presidente - scrive Liviano nella lettera ad Emiliano, diffusa dall'ufficio stampa della Regione -   con riferimento all'articolo pubblicato oggi dal titolo "Quel bando su misura per l'amico di Liviano", Le preciso di non avere avuto nessun ruolo nella selezione del contraente che sta organizzando gli Stati Generali e che il RUP di tale procedimento, la dott.ssa Pellegrini, potrà confermare la mia totale estraneità dalla procedura di aggiudicazione. Riconosco invece che una volta appreso il nome del vincitore non ho ritenuto di informare la suddetta dott.ssa Pellegrini del rapporto di amicizia che mi lega al signor Massimo Calò, avendo in coscienza la certezza che tale rapporto era sconosciuto alla dott.ssa Pellegrini e che non aveva influito sull'esito della procedura di aggiudicazione. Se tale omissione costituisce un addebito nei miei confronti lo deciderà Lei,  al quale rassegno comunque le mie dimissioni al fine di tutelare la mia immagine e quella della Giunta alla quale appartengo".

"Il presidente Emiliano - è detto nella nota della Regione - si riserva di accertare compiutamente i fatti prima di assumere qualsiasi decisione".
 

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