"Quattro anni di confusione" sullo stadio San Nicola: il centrodestra incalza il Comune

Dopo il Consiglio di ieri che ha avviato di fatto il percorso che dovrebbe portare alla revoca del bando quinquennale di gara, le opposizioni accusano la Giunta: "Nuova proroga? andremo alla Corte dei Conti"

Il percorso tracciato durante la monotematica di ieri in Consiglio comunale porterà verso la revoca del bando quinquennale per la gestione dello Stadio San Nicola. Un cammino sancito dall'ordine del giorno della Maggioranza che appoggia la posizione della Giunta e dell'assessore allo Sport Pietro Petruzzelli il quale ha rimarcato i fatti 'nuovi' emersi durante quest'ultimo anno, dalla legge sugli stati alla proposta presentata dal Bari calcio. Il centrodestra, dopo aver 'incassato' la bocciatura del proprio ordine del giorno, non ci sta e parla di "quattro anni di confusione" da parte del Comune sulla vicenda: "La gara - afferma Giuseppe Carrieri - era stata sospesa un paio di giorni prima dell'aggiudicazione (nel gennaio 2017, ndr). Si tratta di un atto a nostro avviso incredibile. Ieri poi, la stessa maggioranza che ha voluto la gara ha chiesto la revoca del bando. Credo sia illegittimo poiché avremmo impedito a qualcuno di presentare domanda".

"Serviva fissare regole fin da subito"

Lo sguardo delle opposizioni è rivolto al 30 giugno, quando scadrà l'ennesima proroga concessa dal Comune alla società sportiva per tenere in vita la convenzione di utilizzo dello stadio e poterlo utilizzare per il Campionato: "Se ne dovessero concedere un'altra - tuona il centrodestra -, ovvero la quarta, andremo alla Corte dei Conti". Per Filippo Melchiorre (Fratelli d'Italia), il balletto di questi anni "fa venire in mente amministrazioni in Paesi dove non ci sono regole. Non si tratta di essere pro o contro il Bari, ma pro-legalità. Serviva fissare regole chiare fin da subito e lo avevamo detto già tre anni e mezzo fa. La colpa di tutto questo è dell'amministrazione comunale". Il collega di partito, Michele Caradonna, sottolinea invece che da tempo è stato promesso "tutto e il contrario di tutto. Se non avessimo convocato noi il consiglio non se ne sarebbe parlato. Non abbiamo inoltre voluto partecipare a una votazione così poco trasparente. Ritengo che i cittadini debbano essere offesi di quanto accaduto ieri".

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