Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

"Bari città del degrado, l'amministrazione Emiliano se ne assuma le responsabilità"

Il segretario cittadino del Pdl Luigi D'Ambrosio Lettieri attacca il sindaco: "Auto-assoluzioni e auto-referenzialità sono la cifra del suo fallimento"

La città di Bari è sporca, i cittadini si lamentano quotidianamente del degrado ma l'amministrazione continua a "scaricare" le colpe su vandali e maleducati senza assumersi le proprie responsabilità. Il segretario cittadino del Pdl, il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, in una nota attacca il sindaco e critica l'atteggiamento di Emiliano, denunciando il suo disinteresse per la città.

“Se non sono le strade, sono i giardini. Se non sono i giardini, sono le fontane. Se non sono le fontane, sono i cassonetti: ormai la sporcizia, il degrado e l’abbandono in questa città la fanno da padrone. La litania dell’amministrazione comunale è sempre la stessa: è colpa dei vandali, dei maleducati, dei cittadini, insomma. Adesso si è aggiunto anche il veleno nell’acqua delle fontane. E le tracce di detersivo. Non è che qualcuno voleva mettere in atto un lavaggio faidate, considerata la situazione?".

"Ironia a parte, - prosegue D'Ambrosio Lettieri - che vi sia un problema di educazione civica e di certi atteggiamenti poco consoni al decoro e alla tutela del bene comune, d’accordo. Ma questo non implica affatto che l’ignavia e l’inconcludenza di questa amministrazione debba andare assolta, né il degrado che ormai dilaga e coinvolge gran parte dei quartieri di questa città - dal murattiano, come abbiamo visto per Bari Vecchia e le fontane delle principali piazze della città, a partire da piazza Moro, alle periferie, con le discariche a cielo aperto e cantieri fantasma - può sempre essere colpa di qualcun altro. Se non si punta il dito contro i cittadini, lo si punta sugli uffici comunali. Lenti, dicono gli assessori. Evidentemente non più lenti dell’organo politico che deve vigilare, indirizzare, programmare, garantire sicurezza. In una parola, essere responsabile. Assolvendo ai suoi compiti. Senza distrazioni e giustificazioni di sorta. Questo continuo auto-assolversi che corre parallelo all’auto-referenzialità delle politiche amministrative di questa giunta, che se la canta e se la suona con buona pace per i fatti,  è la cifra distintiva di un fallimento totale la cui unica via d’uscita è rappresentata solo dalla scadenza del mandato ormai alle porte”.

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