Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Nasce la 'Casa delle Donne', siglato il protocollo d'intesa a Palazzo di Città

Bari sarà la prima città del Sud ad istituire il nuovo spazio cittadino che ospiterà le associazioni femminili impegnate sul territorio, diventando punto di riferimento per le iniziative finalizzate alla promozione della cultura di genere e delle pari opportunità

Dopo Roma, Milano, Bologna, anche Bari avrà - prima città del Sud - una Casa delle donne. Il protocollo per l’istituzione del nuovo spazio cittadino, che avrà sede nei locali comunali di piazza Balenzano nel quartiere Madonnella, è stato siglato questa mattina a Palazzo di Città.

Firmatari dell’accordo il sindaco Emiliano e Lorena Saracino, in rappresentanza del comitato Stati Generali delle donne. Presente all’evento l’assessore comunale al Patrimonio Titti De Simone.

La Casa delle donne sarà uno spazio aperto a tutte le associazioni femminili impegnate sul territorio, diventando punto di riferimento per la promozione della cultura di genere, delle pari opportunità, del rispetto e della convivenza e delle differenze.

"Oggi - ha dichiarato l’assessore De Simone - festeggiamo un risultato importante, il completamento di un processo di costruzione di saperi e di iniziative durato tanti anni e perseguito con immensa tenacia. Ho raccolto con piacere la richiesta del movimento Stati generali di assegnazione di una sede per istituzionalizzare questo importante processo di rivitalizzazione del ruolo delle donne che, tra l’altro, ci ha consentito il riutilizzo di spazi comunali, attualmente inutilizzati, che diventeranno un patrimonio condiviso dall’intera collettività. Per l’amministrazione - ha proseguito l’assessore - non si tratta certamente di un punto di arrivo, quanto piuttosto di un punto di  partenza per un lavoro di governance e di sperimentazione di buone pratiche che ci attende nei prossimi anni".

"Oggi raggiungiamo un traguardo importante - ha commentato il sindaco Emiliano -  destinando uno spazio di proprietà del Comune a sede della Casa delle donne del Mediterraneo. Per la prima volta riconosciamo un ruolo istituzionale ad un ente di rappresentanza, gli Stati generali delle donne, trasversale a partiti ed espressione di una molteplicità di associazioni e soggetti. Un movimento che di fatto rappresenta la sintesi di un percorso lungo e complesso intrapreso già da diversi anni e che perciò stesso è capace di rivolgersi non solo alle donne ma a tutta la comunità, come pure alle formazioni intermedie. Nella mia esperienza, di sindaco e di uomo, valori come la responsabilità, la generosità, la passione, la solidarietà familiare, l’intelligenza politica e la capacità di assicurare la coesione sociale vanno certamente declinati al femminile, per questo motivo ho inserito delle donne in molti ruoli chiave della mia esperienza amministrativa. Oggi - ha continuato - non è più possibile strumentalizzare a fini politici una battaglia, quella delle donne, che è e rimane una battaglia di progresso e di civiltà che ha travolto e investito con la sua immensa forza e convinzione una intera città, e che merita assolutamente di essere condivisa. Affidando agli Stati Generali questo immobile non ho stipulato un accordo con una semplice associazione, ma con una realtà che somiglia ormai ad un movimento istituzionalizzato e di rappresentanza di interessi collettivi fondamentali, la cui cura è indispensabile per tutta la città”.

“Ringrazio l’amministrazione tutta - ha dichiarato Lorena Saracino degli Stati generali delle donne - per averci concesso i locali dando così una risposta concreta alla richiesta, avanzata da oltre dieci anni, di poter usufruire di un luogo dove stare insieme e fare squadra, scambiarsi esperienze, idee e progetti per un futuro di pari opportunità. Penso ad esempio a corsi di formazione, ad una scuola di politica, ma anche ad una banca del tempo e del lavoro, o ancora a laboratori artigianali e alla cura degli  orti periurbani”. La Saracino ha poi sottolineato che anche il mondo politico andrebbe maggiormente coinvolto in questo processo: “Nelle ultime elezioni amministrative - ha osservato - più di sei mila voti sono andati dispersi perché gli elettori non erano stati adeguatamente informati sulla possibilità della preferenza di genere. Un’occasione mancata che avrebbe consentito di portare in Consiglio comunale molte più donne di quante ce ne siano. Un’esperienza comunque importante, questa del rinnovato protagonismo delle donne, che dovrà crescere in vista dei prossimi appuntamenti politici”.

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