Sabato, 31 Luglio 2021
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Piazza Libertà gremita per Berlusconi: "Il Pd si accordi con noi o subito al voto a giugno"

Migliaia di persone da tutta la regione alla manifestazione del Pdl. Berlusconi lancia l'ultimatum a Bersani: "Decida di collaborare con noi, altrimenti siamo pronti ad andare subito alle urne"

"Io sono qui per dire che è arrivato il momento di ridare la parola agli italiani, di tornare a votare subito, già a giugno". Sono quasi le cinque di pomeriggio, Silvio Berlusconi è salito da qualche minuto sul palco di piazza Libertà. Ad ascoltarlo ci sono migliaia di sostenitori - 150mila, dicono gli organizzatori, 30mila secondo la Questura - arrivati tutte le parti della regione. Qualcuno, in pulman, è arrivato anche dalla Basilicata. Il leader del Pdl ringrazia tutti, "siete uno spettacolo - dice - siete un fiume che non finisce mai, siete il fiume della libertà".

Poi va dritto al succo del discorso: le elezioni, quelle passate, ma soprattutto, quelle future. La grande scritta che campeggia alle sue spalle sintetizza al meglio il senso della grande manifestazione di piazza voluta dal leader del Pdl: "Governo forte o subito elezioni". E il primo riferimento, inevitabile, è ai risultati delle ultime elezioni in Puglia: "Grazie Bari, grazie Puglia. Perchè pur essendo all'opposizione, qui siamo stati il partito più votato". Ma bastano pochi passaggi ed il leader del Pdl è subito proiettato al futuro: "Bersani deve smetterla di rincorrere Grillo. E' chiaro che le strade possibili sono due: o il Pd decide di collaborare con noi, o si va alle elezioni, subito". E qui Berlusconi tira fuori i sondaggi: "Siamo al 34% - afferma - con quattro punti di vantaggio sui nostri avversari". "Sono convinto - continua - che tanti che hanno votato Movimento 5 Stelle per pura protesta sono delusi da quelli che si sono rivelati dei dilettanti allo sbaraglio, da far venire i brividi, improponibili turisti a Cinque Stelle". Poi Berlusconi lo dice chiaro e tondo: "Questo di Bari potrebbe essere il nostro primo comizio elettorale". E lui - lo sottolinea poco dopo - è pronto a candidarsi nuovamente come premier.

E i temi della campagna elettorale, quelli 'classici' di Berlusconi, nel suo discorso ci sono tutti. A cominciare dallo "strapotere" dei giudici che usano la giustizia a fini politici, e che "Caro Raffaele - dice il leader del Pdl rivolgendosi direttamente all'ex ministro - hanno fatto di tutto per infangarti, perchè sei giovane e pulito, inventandosi una condanna assurda alla vigilia delle elezioni". E poi la stoccata a Vendola: "Dovremmo imparare a fare gli imputati da lui, che con i giudici che dovevano poi giudicarlo ci è andato a pranzo". E' questione di poco, ed arriva l'affondo sugli "impresentabili": "Da voi - dice rivolgendosi al Pd - non accettiamo lezioni, non vi è consentito dire chi è presentabile e chi non lo è, non vi è consentito dare patenti a nessuno". "Avete sbagliato tutte le scelte della storia - ha aggiunto, tra gli applausi della folla - non avete alcun titolo ad ergervi a maestri di politica, men che meno a maestri di morale". "Siamo noi che dovremmo avere problemi a collaborare con voi - ha concluso - eppure siamo disposti a mettere l'interesse dell'Italia prima dell'interesse del nostro partito".

MUSICA E BALLI IN PIAZZA PRIMA DEL COMIZIO

Ma nel caso, appunto, l'accordo con il Pd non dovesse farsi, il programma per le prossime elezioni è già pronto. Sono gli annunciati "8 punti" per il rilancio dell'Italia, che a "quasi 50 giorni dal voto, si ritrova in una situazione di paralisi inaccettabile". In testa alla lista, l'abolizione dell'Imu e di Equitalia - quest'ultima proposta, per la verità, più applaudita la prima - e poi taglio ai costi della politica, meno tasse e meno controlli "ex ante" per chi avvia un'attività imprenditoriale, riforma della giustizia, elezione diretta del presidente della Repubblica. Berlusconi elenca, non si sofferma. Incassa applausi alla fine. Tutto sommato, le sue proposte non suonano così diverse da quelle già sentite nell'ultima campagna elettorale.

Con gli otto punti arriva il momento del commiato. L'ultimo ringraziamento è ancora una volta per la folla dei sostenitori, che si estende ben oltre piazza Libertà, affollando anche parte di corso Vittorio Emanuele. "Il nostro amore per gli altri è più forte della loro invidia e del loro odio, non riusciranno a toglierci la nostra passione e le nostre proposte per cambiare il Paese che amiamo". "Viva l'Italia, viva Forza Italia, viva il popolo della libertà, viva la libertà". Sul palco accanto a lui ci sono Fitto e Alfano, mentre partono le note di "Meno male che Silvio c'é". Sotto, la folla che lo applaude e lo saluta, sventolando le bandiere del Pdl e grandi mani in gommapiuma con su scritto "Giù le mani da Silvio".


 

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