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Emiliano: "Il centrodestra non eviti il confronto sul bilancio comunale"

Il sindaco di Bari, invita il Pdl ad un confronto costruttivo per stabilire le voci del bilancio in vista delle regole sull'Imu del governo Monti

È intorno alla lettera di risposta del Pdl all'invito del sindaco di Bari, Michele Emiliano ad un confronto sul bilancio comunale che ruota oggi nel Palazzo di Città la discussione dell'imminente approvazione di bilancio che dovrà tener conto delle nuove regole sull'Imu approvate dal governo Monti. Alla lettera dei rappresentanti Pdl che invita il sindaco ad azzerare la giunta, Emiliano risponde: “Dato che Pd e Pdl sono nella stessa maggioranza di governo, avevamo ritenuto che la responsabilità politica che tiene insieme il mio partito e quello di Alfano nel governo nazionale, potesse essere estesa anche qui. Quando si deve fare il bilancio più difficile della nostra storia è normale che qualcuno si consulti anche con l'opposizione.”

Emiliano fa poi riferimento al governo Monti, dicendosi concorde con le dichiarazioni del presidente dell'Anci Graziano Delrio e augurandosi che la protesta dei sindaci “possa aiutare a limitare i colpi ai ceti medio e bassi, che altrimenti impedirebbero una possibile rinascita” .

Emiliano spiega come “Quello di Bari è il sesto comune italiano per solidità di bilancio e ha un avanzo di 138 milioni di euro. Abbiamo rispettato il patto di stabilità nonostante i problemi lasciati dalla precedente amministrazione – continua - Il nostro invito però rimane aperto, siamo disposti a modificare il bilancio se dal Pdl ci spiegano le loro priorità e ci dicono quali spese superflue ci sono attualmente in modo da poter compensare una minore pressione fiscale. Considerando che se il Comune cade in default o rompe il patto di stabilità, le tasse passano tutte al massimo, trasformando quello che è al momento uno dei sistemi più equi e non permettendo la sostenibilità del welfare necessario per liberare gli uomini e le donne dal bisogno per il quale al momento si spendono 67 milioni di euro”.

È l’assessore al Bilancio Gianni Giannini poi a prendere la parola e sviscerare i dati sull'attuale situazione “Quello che arriva adesso è un ulteriore taglio di 1,4 miliardi da distribuire tra tutti i comuni che per Bari corrisponde a 9 milioni di euro. Se lo Stato ha circa 1900 miliardi euro di debito, il Comune di Bari non ha alcun debito e non avrebbe bisogno di aumentare la pressione fiscale – spiega Giannini - Le aliquote del Comune di Bari sono le più basse d'Italia sia per quanto riguarda l'Irpef (0,5) si per quanto riguarda l'ex ICI (4,25 x 1000), sia perché il Comune non ha applicato alcuna accisa sull'energia elettrica, pur potendo – conclude Giannini - Applicare il 2 per mille come proposto dal centrodestra significa avere a disposizione 17 milioni in meno per il Comune di Bari. Considerando che tra entrate e uscite ci sarà un disavanzo di circa 51 milioni, è necessario ragionare su queste cifre per fare un bilancio più equo possibile. Chi più ha, più deve pagare”.
 

 

 

 

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