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Sindaco in carrozzina per l'iniziativa contro le barriere architettoniche, Caradonna: "Atteggiamento imbarazzante"

Il consigliere critica la partecipazione di primo cittadino e assessore all'evento promosso da un'associazione: "Il mondo della disabilità merita attenzione e rispetto"

"Non condivido assolutamente l'iniziativa di sensibilizzare sul tema dell’accessibilità della Città di Bari facendo salire in carrozzina, in una via del centro, Sindaco e Assessori sotto i riflettori delle telecamere. Dopo continue sollecitazioni sul tema della disabilità da consiglieri come il sottoscritto, dalle associazioni del territorio, da inchieste sulle barriere architettoniche, l’unica risposta dopo più di tre anni di mandato è un “giro divertito in carrozzina”".

Così il consigliere comunale Caradonna, in una nota, critica il sindaco per la sua partecipazione ad un'iniziativa promossa da un'associazione impegnata per i diritti dei disabili.

"Le persone con disabilità e tutti i cittadini - prosegue Caradonna - non si aspettano queste sceneggiate di cattivo gusto ma aspettano che ognuno nel proprio ruolo faccia almeno il suo dovere per competenza. Aspettano fatti, provvedimenti, misure per almeno applicare le norme previste in materia di abbattimento delle barriere architettoniche e che gli Assessori dovrebbero ben conoscere, soprattutto l’Assessore alla Mobilità, assente nel giro in carrozzina. Abbiamo ricevuto tante segnalazioni oggi, l’iniziativa è stata avvertita come una offesa, poiché è chiaro a tutti che ad esempio per evitare che vengano posizionati i cassonetti dei rifiuti proprio negli spazi degli scivoli o per multare chi parcheggia negli stalli riservati alle persone con disabilità o ancora per la costruzione di scivoli adeguati senza gradino a fine discesa, non serva mettersi in carrozzina, serva solo un po’ di buon senso un minimo di sensibilità e, se a volte qualcosa sfugge, basta dar ascolto alle innumerevoli segnalazioni dei cittadini. Certo gli Assessori e il Sindaco hanno accettato l'invito di una associazione ma l'atteggiamento con il quale hanno condotto l'esperimento mi sembra abbastanza imbarazzante".

"Ad ogni modo - conclude Caradonna - considero che l'esperimento di “mettersi nei panni degli altri” è forse un passo successivo da compiere, per cogliere come una “lente di ingrandimento” le infinite impercettibili difficoltà di chi vive una condizione di disabilità, ma per come siamo messi qui a Bari in tema di barriere archittettoniche, le difficoltà sono molto evidenti anche a “occhio nudo”. Basta ad esempio anche solo immaginare come possa fare una persona con disabilità a raggiungere da un quartiere periferico il centro città utilizzando mezzi pubblici: una impresa impossibile".

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