Politica

Casa delle Donne a Madonnella , oggi il sì della Giunta

Sorgerà nei pressi della Caserma Picca. Terrevoli: "Sarà aperta ad ogni associazione femminile e ad ogni donna della città"

L'Assemblea degli Stati generali delle Donne lo scorso 8 marzo

Una Casa delle Donne. A Bari. Un obiettivo agognato per oltre dieci anni di lavoro e che da oggi pomeriggio si trasformerà in realtà. Il lavoro di pressione esercitato dagli Stati Generali delle Donne, costituiti l’8 marzo scorso, ha iniziato a far germogliare i suoi primi frutti. Oltre alla sottoscrizione degli obiettivi trasversali fra tutte le donne candidate alle amministrative, a  metà giornata verrà approvata  una delibera di giunta con cui il governo uscente affiderà agli Stati Generali uno spazio pubblico che rappresenterà la dimora della “Casa delle Donne del Mediterraneo”.

I dettagli si avranno in giornata, tuttavia il locale sorgerà nei pressi della Caserma Picca, nel quartiere Madonnella. “Si tratta di uno spazio nel quale tutte le associazioni delle donne e le donne di tutti i colori politici potranno costruire la nostra Casa”, si legge sulla pagina Facebook degli Stati Generali  delle Donne: una realtà nata con lo scopo di superare la frammentazione delle sigle convergendo su obiettivi comuni, senza disperdere le specificità di ogni singola associazione.

Domani si terrà una conferenza stampa in cui l’assessore al Patrimonio Titti De Simone illustrerà il percorso fin qui svolto oltre che  “l'impegno futuro di tutte noi nel dar vita ad un laboratorio di progettazione partecipata aperto ad ogni associazione femminile e ad ogni donna della città, con lo scopo di valorizzare e mettere in comune ogni esperienza nel solo interesse della crescita della cultura della partecipazione, del bene comune, del rispetto delle differenze”, conclude Magda Terrevoli, una delle promotrici degli Stati Generali.

Ora si attende la firma, ma sarà solo una formalità. Il lungo percorso di lotta per la costruzione di una Casa delle Donne sembra essere giunto al traguardo. Una opportunità per rilanciare un percorso di unità in vista di obiettivi sempre più ambiziosi, soprattutto guardando al grande problema del deficit di rappresentanza di genere nei luoghi delle decisioni. Nel neo consiglio comunale, per esempio, le donne saranno solo 5 su 38. La scorsa volta ne fu eletta solo una. Un piccolo passo, ma la strada è ancora lunga.

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