Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Centri antiviolenza, in Puglia sono 21. Emiliano: "Regione tra le più virtuose, ma vogliamo fare di più"

I dati presentati in occasione della giornata internazionale della donna. Dal governatore l'appello al Consiglio regionale per l'approvazione entro l'estate di una nuova legge elettorale che consenta il riequilibrio di genere

Una rete di 21 centri antiviolenza distribuiti su tutto il territorio pugliese, con una copertura di 36 ambiti territoriali su 45 e un investimento complessivo di 3,8 milioni di euro da parte della Regione Puglia. Un dato che "fa della Puglia la prima regione italiana per copertura di ambiti mentre il numero dei CAV la colloca tra le regioni italiane più virtuose, insieme con Emilia Romagna (14), Lombardia (21), Piemonte e Toscana (20). Ma la nostra sfida naturalmente va oltre, vogliamo avere  una copertura al 100 per cento degli ambiti territoriali affinchè tutte le donne pugliesi abbiano un luogo dove poter essere ascoltate ed aiutate a diradare il buio che a volte copre questi eventi di violenza".

A presentare i dati, nella giornata internazionale della donna, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano questa mattina in conferenza stampa, insieme con l’assessore al Welfare Salvatore Negro e la referente regionale per l’antiviolenza Giulia Sannolla.

“Oggi – ha aggiunto Emiliano – è una giornata di riflessione anche per gli uomini,  una giornata in cui si festeggiano le donne riflettendo su se stessi. Temo infatti che l’educazione maschile sia ancora fortemente trascurata e quindi colgo con grande attenzione le iniziative che si svolgono nelle scuole. La famiglia purtroppo è il posto più pericoloso per la violenza sulle donne. E’ un meccanismo di assoggettamento che va contrastato attraverso il sostegno e confronto che le donne possono ricevere proprio nei nostri Centri anti violenza, centri che fanno un lavoro fondamentale. Ritengo però che questo lavoro possa essere aiutato dai servizi sociali dei comuni, dai sindaci ma anche dalle forze dell’ordine”.

"Ringrazio gli uffici e la loro capacità di saper gestire bene il denaro – ha aggiunto Emiliano - quello che distingue il successo o meno di una battaglia, a parte la passione, è proprio la capacità di spendere bene le risorse pubbliche. In materia di contrasto alla violenza di genere noi lo stiamo facendo mettendo a punto un modello umile ma anche molto ambizioso, perchè noi vogliamo tutto. Vogliamo una società che finalmente non ci faccia vergognare di essere uomini”.

“Infine penso che una festa importante come questa vada celebrata anche prendendo un impegno – ha concluso Emiliano – vorrei lanciare un appello al consiglio regionale, al presidente Loizzo e a tutti i consiglieri, di portare velocemente in aula la legge elettorale che consenta il riequilibrio di genere, come tra l’altro previsto dal nostro programma.  Diciamo che sarei molto felice, da presidente e da pugliese, se questa legge fosse approvata prima dell’estate. Il mio appello è affettuosamente ultimativo nei confronti del consiglio regionale. Bisogna saldare subito un debito che vorrei non continuare ad avere, soprattutto nella mia veste di consigliere regionale". 
Per l’assessore al Welfare Salvatore Negro, “il dato che presentiamo oggi è un dato assolutamente incoraggiante e che ci vede orgogliosi perché è il frutto di un lavoro intenso e puntuale svolto dalla Regione Puglia, che ha saputo concretizzare gli indirizzi e  le politiche avviate in questi anni in tema di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne, anche attraverso la valorizzazione del ruolo delle associazioni e del loro impegno”. 

Altro punto di forza del sistema è l’avvio di una puntuale azione di monitoraggio. “Per la prima volta – ha spiegato l’assessore Negro – la Regione Puglia ha compiuto un monitoraggio puntuale, tassello fondamentale e utilizzabile da tutti i soggetti della rete, non solo, ha redatto in maniera organica i dati rilevati dai centri che hanno utilizzato la stessa scheda di rilevazione, un lavoro che ci restituisce informazioni preziosissime sul fenomeno e sugli strumenti da mettere in campo per contrastarlo. Nonostante il numero delle donne che denunciano o che si rivolgono ai servizi sia ancora molto limitato rispetto all’entità del fenomeno,  i dati mettono in evidenza una maggiore consapevolezza da parte delle donne circa la violenza subita e la determinazione ad uscirne,  confermando peraltro  quanto  già emerso dall’ultimo rapporto ISTAT sulla violenza contro le donne (2014)- Ai dati sulle donne che si rivolgono ai servizi – ha concluso Negro - si aggiunge il dato altrettanto rilevante dei “minori presi in carico” per situazioni di maltrattamento e violenza, prima tra tutte la violenza assistita, che spesso non viene rilevata in modo esplicito dai servizi e, sulla quale, è in corso di elaborazione un approfondimento dedicato”.

 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Centri antiviolenza, in Puglia sono 21. Emiliano: "Regione tra le più virtuose, ma vogliamo fare di più"

BariToday è in caricamento