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Sicurezza, botta e risposta sindaco-opposizione. Emiliano:"Entro 48 ore il prefetto"

In mattinata il centrodestra convoca un incontro per discutere della questione sicurezza e critica la chiusura del lungomare. Immediata la replica del sindaco, che rilancia: "Se il prefetto manca è colpa di beghe interne al centrodestra"

Un fiume in piena, che sfonda gli argini tenuti a freno con fatica fino a questa mattina. Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, non ci sta a subire gli attacchi del centrodestra cittadino sulle questioni sicurezza e chiusura del Lungomare e ribatte punto per punto a pochi minuti dalla conferenza stampa dei suoi oppositori politici, apostrofandoli più volte come esempi di “stupidità politica”. E senza mezzi termini lancia un ultimatum al ministro dell’Interno, Roberto Maroni: “Si nomini il nuovo Prefetto di Bari entro 48 ore. Non è possibile che da 6 mesi continui questa assurda guerra sulla pelle di Bari a causa delle beghe politiche tra il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, e al ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto (i 2 referenti governativi delle diverse correnti del centrodestra pugliese, ndr). È questa mancanza il principale problema, l’assenza del responsabile della sicurezza cittadina, che coordina anche i Prefetti pugliesi ed è l’unico soggetto tramite il quale il sindaco può partecipare alle decisioni sulla sicurezza. Nonostante il buon lavoro del vicario Antonella Bellomo, il vice non è il Prefetto”.

Ma la risposta più dura è riservata al presidente della IX Circoscrizione San Nicola – Murat, Mario Ferorelli, con cui nei giorni scorsi era scoppiata una forte polemica su Facebook e che proprio stamattina ha annunciato di voler querelare il sindaco. Emiliano ha ribadito le sue affermazioni, in un clima quasi surreale, con lo stesso Ferorelli presente alla conferenza stampa del sindaco che rispondeva “Lei è pazzo” alle accuse di aver paura dei clan e di opporsi alla chiusura del Lungomare nelle ore serali e alle iniziative per la legalità solo perché sottoposto a pressioni: “La chiusura del Lungomare ad agosto – afferma Emiliano – non tocca il parcheggio dei residenti, ci sono le navette notturne e stiamo stroncando il commercio abusivo di cibi e bevande: la polemica del centrodestra dimostra solo l’esistenza di queste pressioni e bisognerebbe spiegare come sia possibile che un gruppo parlamentare si occupi della chiusura di 1,5 chilometri di strada. Si tratta solo di una strumentalizzazione per acquisire dei meriti verso chissà chi, oltretutto in un momento in cui c’è una forte recrudescenza criminale in città”.

Proprio un’ora prima, infatti, il centrodestra barese (o almeno una parte, tra cui anche i parlamentari Antonio Distaso e Simeone Di Cagno Abbrescia, ex sindaco per 10 anni) aveva avvertito il sindaco: “Il crescendo di accuse da parte di Emiliano sulla presenza dei clan nella gestione delle attività commerciali a Barivecchia e nelle municipalizzate non fa altro che gettare discredito sulla città – è stato il coro unanime di Ninni Cea, Emilio Toma, Marcello Gemmato e degli stessi Distaso e Di Cagno Abbrescia – se il sindaco sa qualcosa, vada in Procura e denunci. La percezione del livello di sicurezza in città è diminuita e per questo abbiamo scritto una lettera al viceprefetto per ottenere un incontro anche con i vertici delle forze dell’ordine e della Procura. Speriamo si possa tenere lunedì. Vogliamo solo stimolare il dibattito per capire cosa c’è dietro e se sia il caso di trasferire la questione al livello romano per chiedere aiuto. Oltretutto – è la precisazione di Cea – qualche mese fa fu proprio il centrosinistra a opporsi ad un consiglio comunale monotematico sulla sicurezza”.

E la risposta di Emiliano a queste accuse è chiara e diretta: “Sono certo di quel che dico perché ho parlato con molti commercianti di Barivecchia che vengono minacciati dal racket e loro stessi hanno già informato i Carabinieri, che stanno già indagando. Sono già stato in Procura per dire ciò che so e il centrodestra non poteva certo saperlo, perché se una persona va a testimoniare non può dirlo, anche per tutelare i proprio collaboratori. Così mi hanno costretto a dirlo. Loro vogliono solo governare questa città e stanno cercando di cominciare evitando di essere sgraditi a quella gente”.
 

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