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A Gravina la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza, il sindaco Valente: "Tiro dritto sulla strada della legalità"

Oggi l'incontro convocato per fare il punto dopo l'omicidio Capone e l'intimidazione subita dal sindaco. Presente il viceministro all'interno Bubbico: "C'è chi vuol forzare le regole della democrazia: glielo impediremo"

Gravina nel mirino. Non della criminalità organizzata, ma di chi cerca di piegare la democrazia e la vita amministrativa alla logica della violenza. Un disegno al quale lo Stato e le sue articolazioni si opporranno con ogni mezzo: se necessario, anche con più risorse investigative.

Questi i dati salienti emersi al termine della seduta del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato all’indomani della manifestazione promossa il 22 marzo scorso dall’amministrazione comunale e svoltosi oggi in Municipio, a pochi giorni di distanza dal recapito a mezzo posta al sindaco Alesio Valente di una busta contenente due proiettili calibro 7.65.

All’incontro, presieduto dal viceministro all’interno Filippo Bubbico, hanno preso parte, tra gli altri, insieme al primo cittadino, il Prefetto di Bari, Antonio Nunziante; il procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Pasquale Drago; il Questore, Domenico Pinzello; il generale Vincenzo Papuli, comandante provinciale della Guardia di Finanza; il colonello Rosario Castello, comandante provinciale dei Carabinieri; il dirigente dell’Area I-Ordine e sicurezza pubblica della Prefettura, Alfonso Magnatta; il presidente dell’associazione regionale antiracket, Renato De Scisciolo.

I lavori, protrattisi per un’ora e mezza, si sono svolti a porte rigorosamente chiuse. Al termine, il faccia a faccia coi cronisti. Dell’aspetto investigativo e dell’omicidio di Pietro Capone, come dell’intimidazione al primo cittadino, ha parlato il procuratore Drago: «C’è evidentemente una situazione politica ed amministrativa di tensione – ha detto – che è la politica a dover risolvere. L’impressione è che si sia passato il limite, sconfinando nell’area di interesse penale. Magistratura, Prefettura e forze dell’ordine sono molto allarmate da questo clima. Stiamo mettendo tutta la determinazione possibile nella caccia agli autori dei reati. Quello che al momento sembra potersi dire che non vi siano infiltrazioni della criminalità organizzata, ma occorre fare in modo che le forze politiche possano rimanere libere di potersi contendere l’elettorato con le forme proprie della legalità». Concetti ripresi anche dal viceministro Bubbico, secondo il quale mentre sull’omicidio Capone «l’attività di magistratura e polizia va avanti in maniera intensa», i proiettili al sindaco «rappresentano un atto gravissimo. Abbiamo deciso di ritrovarci qui oggi per garantirgli solidarietà e, soprattutto, per assicurare il mantenimento delle condizioni indispensabili perché egli possa espletare il proprio mandato senza condizionamenti di sorta. Lo sosterremo con forza. Poi si capirà chi ha voluto utilizzare strumenti intimidatori. Ma è chiaro che lo Stato è a Gravina per garantire il rispetto delle regole ed il libero funzionamento delle istituzioni».

Infine, il commento del sindaco. «Non mi sento nel mirino», ha tenuto a precisare Valente, prima di rilanciare la sfida: «Sono sereno, ma tiro diritto per la mia strada, che quella del rispetto della legge e della trasparenza. Nei giorni scorsi abbiamo annunciato l’imminente apertura dell’associazione antiracket: è un altro segno per radicare sempre più nel tessuto sociale la cultura della legalità. Sin dalla mia elezione ho preso l’impegno di unire Gravina. Ho sempre detto che da me non c’era da aspettarsi solo un lampione in più o una buca in meno: il cambiamento reale è il cambia-mente, la rivoluzione culturale». Obiettivo, ha concluso il sindaco, «che deve diventare patrimonio comune: è quel che serve alla città per diventare comunità».

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