Politica Murat / Piazza Aldo Moro

Bari in ricordo di Aldo Moro 'Uomo Buono'

Con una cerimonia nella piazza a lui intitolata le autorità politiche pugliesi ricordano lo statista a 34 anni dalla sua scomparsa

A 34 anni dalla sua scomparsa è stato ricordato oggi lo statista ucciso dalle Brigate Rosse, Aldo Moro, a Bari nella piazza a lui intitolata alla presenza del sindaco di Bari Michele Emiliano, il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, il prefetto di Bari Mario Tafaro, il presidente della federazione dei Centri studi ‘Aldo Moro’,Luigi Ferlicchia e l'assessore della provincia di Bari, Sergio Fanelli. Presenti tra il pubblico molti rappresentanti delle forze armate e il consigliere regionale Rocco Palese.

Dopo la deposizione di una corona di fiori davanti al monumento dedicato allo statista e alla sua scorta ha preso la parola il presidente Ferlicchia che ha ricordato come il 9 maggio, giornata dedicata a tutte le vittime di terrorismo nel ricordo di Moro trova la testimonianza di come la democrazia chieda dei sacrifici, ma che “lo Stato democratico riesce a vincere sempre, anche se in maniera dolorosa”. Ha poi ricordato come la federazione di cui è presidente abbia deposto negli scorsi giorni una lapide nel condominio di via Montalcini a Roma, dove Moro rimase prigioniero per 55 giorni.

Il sindaco Emiliano ha voluto ricordare invece la capacità di Moro di essere riuscito a vedere in anticipo le sorti dell'Italia. “Mancano oggi uomini come Moro, con proposte innovative, di cambiamento, capaci di offrire anche la propria vita. – ha continuato –  È necessario vedere uomini coraggiosi che ridiano all'Italia, la capacità di essere il punto d'equilibrio tra le forze armate internazionali – ha concluso - La morte di Moro è avvenuta perché si portasse il metodo della pace e non quello del conflitto”.

All'appello del sindaco si è unito il presidente Introna che ha ricordato come “la scomparsa di Moro rimane un grande enigma della nostra democrazia. Professore, statista, barese e pugliese ha saputo formare una generazione di giuristi”. Ha poi voluto ricordare Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi; i cinque uomini della scorta uccisi anche loro dalle BR rivolgendo un pensiero alla situazione dei due Marò in India e auspicandone il loro ritorno in Italia.

Ha invece ricostruito il percorso politico di Moro, il prefetto Tafano ricordando la capacità di Moro, “Uomo Buono” come lo definì Paolo VI, a mettere al centro della sua politica l'uomo, riuscendo a guardare aldilà del formalismo politico. Ha sottolineato la sua capacità a far dialogare mondi diversi che lo portarono a parlare di “convergenze parallele”. Il prefetto ha poi concluso ricordando come “la libertà non è una cosa astratta, ma un processo concreto che deve portare alla dignità dell'uomo”.
 

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