Lo Spillo | Centrodestra a Bari, dopo Tatarella solo il caos

Riflessioni sparse sulla città (e non solo) - Rubrica a cura di Antonio Scotti

Il centrodestra cerca un candidato sindaco. Non una notizia, almeno da circa 15 anni a questa parte  e soprattutto da quando nel capoluogo regionale manca una figura carismatica che ha da sempre orientato le vicende politiche della destra barese. Parliamo di Pinuccio Tatarella,  che con il suo “Oltre il Polo” ambiva non solo a superare la parentesi missina della storia, ma soprattutto a costruire un disegno politico capace di fronteggiare l’impeto liberale di Berlusconi da un lato e  la nascente Lega Nord dall’altro, all’epoca guidata da Umberto Bossi che richiamava al celodurismo della razza. 

Con Tatarella, Bari (e la Puglia) ha conosciuto una stagione egemonica che si è concretizzata nell’edificazione di cicli di governo decennali, come nel caso di Simeone di Cagno Abbrescia e Salvatore Distaso. Con la morte di Tatarella, il centrodestra ha vissuto uno spaesamento progressivo, solo in parte arginato dalla figura di Raffaele Fitto che da delfino del Cavaliere ha finito per rimanere schiacciato nel perimetro di una democrazia cristiana la cui classe dirigente del passato si è dissolta o in buona parte trasformata. 

A distanza di anni il centrodestra barese ha conosciuto stagioni di palese anonimato con candidati sindaco pescati dalla cosiddetta società civile, che però non hanno coagulato alcun percorso politico capace di formare una classe dirigente nuova. Basti guardare alle ultime elezioni comunali: dei 4 consiglieri comunali eletti con Forza Italia, nessuno è rimasto nel recinto berlusconiano. La Lista Schittulli si è polverizzata. Rimangono alcuni esponenti di Ncd, Fratelli d’Italia e Impegno Civile. Non si intravede nessuno che possa costruire una piattaforma di consenso larga, in linea anche con le spaccature nazionali.  Non sarà la lega salviniana che si è radunata sparuta attorno ad un comitato elettorale del Libertà a sfondare nell’elettorato conservatore del capoluogo, a cui al momento manca una visione d’insieme che non sia la collazione di pezzi disuniti. Nei prossimi giorni dovrebbe essere scelto il nome del candidato, per il momento non si sa nulla senonché sarà pescato da quella categoria abbastanza eterea chiamata società civile. Nel frattempo Forza Italia ha un nuovo coordinatore regionale, non senza polemiche.  Se il buongiorno si vede dal mattino… 

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