Elezioni Municipio 4, la parola ai candidati presidenti: intervista a Grazia Albergo

Le interviste agli esponenti in corsa per la presidenza del Municipio che raggruppa Carbonara, Ceglie, Loseto e Santa Rita

In vista delle elezioni del prossimo 26 maggio, BariToday ha intervistato i candidati alla presidenza dei Municipi. Grazia Albergo è la candidata del centrosinistra alla presidenza del Municipio 4, che raggruppa i quartieri Carbonara, Ceglie, Loseto e Santa Rita.

Si presenti brevemente. Quali sono le ragioni della sua candidatura alla presidenza del Municipio 4?

Sono Grazia Albergo, ho 51 anni e sono una cittadina che vive nel Municipio IV, sono mamma, moglie e insegnante. Insegno, per scelta, da oltre venti anni nella Scuola Primaria Statale “Don Mario Dalesio”  nel quartiere di Carbonara, dove svolgo l’incarico di collaboratrice della Dirigente Scolastica; appartengo alla comunità parrocchiale di Santa Maria del Fonte, all’interno della quale mi occupo dell’animazione liturgico-musicale. Dal 1993  dirigo il coro di voci bianche dell’Associazione culturale “Nova Artistudium”. La mia candidatura è nata in maniera inaspettata e insolita: il Sindaco di Bari Antonio Decaro mi ha chiesto di candidarmi alla Presidenza del Municipio 4, in quanto espressione della società civile, del mondo della scuola, delle comunità parrocchiali e dell’associazionismo. Non ho saputo e potuto dire di no. E’ un’esperienza nuova che sarà caratterizzata, come è mio stile, da impegno e serietà.

Tre priorità per il suo Municipio

Continuando il percorso avviato cinque anni fa dalle precedenti amministrazioni municipale e comunale, intendo portare avanti un lavoro di ricongiungimento dei quartieri del Municipio 4 con il tessuto urbano e sociale del resto della città di Bari, attraverso il contrasto di fenomeni che potrebbero generare un senso e una percezione di abbandono e di periferia. In particolare, vorrei intervenire su tre macroaree: la bellezza, il decoro e la sicurezza dei territori (con interventi sulla viabilità, sull'illuminazione pubblica e sul verde urbano); l'accesso ai diritti delle cittadine e dei cittadini (con attività e iniziative che mirino a favorire l'inclusione sociale, l'integrazione e l'aggregazione); la cultura e lo sport (per promuovere la conoscenza delle risorse umane e culturali dei nostri quartieri, per favorire l'accesso allo sport come strumento di aggregazione sociale, per avviare percorsi di confronto e di programmazione basati sulla partecipazione dei diversi attori sociali presenti sul territorio). 

L'esperienza amministrativa che sta per concludersi, la prima per i Municipi, ha di fatto messo in luce problemi legati al loro funzionamento. Che cosa manca ai Municipi per renderli realmente in grado di incidere sul territorio e sulla vita dei cittadini?
 
Con una battuta potrei dire che ai Municipi mancano i... cittadini, nel senso che essendo una prima esperienza, molte persone non hanno ancora consapevolezza di questa struttura e del suo funzionamento. Del resto anche il concetto di “Città metropolitana” non è ancora entrato nella percezione comune. Allora da un lato bisogna dare tempo alla gente per metabolizzare certe novità, dall'altro devono muoversi le istituzioni delegando sempre più l'azione amministrativa proprio ai Municipi, che non ha caso hanno cambiato nome, anche se in tanti le confondono con le “vecchie” circoscrizioni. Il Municipio sta a indicare un ente che, nell'ambito di scelte coordinate, comunque gode di una certa autonomia. Oggi si parla molto di autonomia, ma si pensa alle Regioni del Nord. In realtà ogni territorio può trovare in una maggiore autonomia lo stimolo ulteriore per il suo sviluppo. Solo che questo processo per incidere - anche su una realtà come quella di Carbonara, Ceglie e Loseto - richiede responsabilità e onestà: sia da parte degli amministratori che degli stessi cittadini. Il bene comune è comune per tutti.

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