Primarie Centrodestra per le Comunali 2019, Fabio Romito: "Sicurezza e dignità per i baresi"

Conto alla rovescia per la consultazione del prossimo 24 febbraio. L'intervista al candidato della Lega per l'election day che sancirà il nome del centrodestra per maggio

A dieci giorni dalle Primarie del centrodestra, completiamo il giro di interviste ai tre candidati che si sfideranno, domenica 24 febbraio, per diventare il candidato sindaco della coalizione alle Comunali di maggio.

Dopo Pasquale Di Rella e Filippo Melchiorre, è la volta di Fabio Romito, supportato dalla Lega

Si stanno concludere i suoi primi cinque anni di mandato in Consiglio comunale. Come giudica la sua esperienza di debutto in aula 'Dalfino'?

Sono stati cinque anni sicuramente appassionanti, perché in questo Consiglio comunale ci ho messo veramente tutto me stesso. Sento di aver contratto una specie di vincolo matrimoniale con la città. A 21 anni venni eletto nella III Circoscrizione, quindi ho ricoperto il ruolo di assessore provinciale e adesso sono consigliere comunale: ritengo di essere una persona molto fortunata. Non a tutti capita di poter rappresentare la propria città. Sono grato alla mia famiglia e a chi mi ha sostenuto. E' stato un mandato intenso, fisicamente massacrante. Credo di aver saltato pochi consigli e poche occasioni importanti della vita politica barese.

Parliamo del suo programma: uno dei punti più importanti riguarda la situazione del commercio a Bari. Quali sono le sue proposte per migliorare il settore e la vita di chi gestisce un'attività?

Bari è moribonda, lo testimoniano il saldo negativo delle aperture e delle chiusure dei negozi ma anche le migliaia di ragazzi baresi che sono tornati a cercare lavoro in Italia e all'estero. C'è una costante riduzione del potere economico delle famiglie. Bari negli ultimi 15 anni non si è evoluta, non sono state protette le categorie commerciali, vera anima della città. E' assurdo, ad esempio, che Bari abbia una delle Tari più alte del Paese, ed è impensabile che si possa pagare 2 euro l'ora il grattino in pieno centro. Trovo anche incredibili le tante autorizzazioni agli ipermercati quando poi i commercianti locali vengono vessati se utilizzano una pianta per il proprio marciapiede. Interverrò esattamente su questi fronti, abbassando la pressione fiscale. Bari ha una spesa corrente che può essere efficientata. Con un taglio del 5% lineare potremmo ridurre  la fiscalità con bonus introducendo premialità per le famiglie, investire sugli asili, su chi vuole fare figli e decide di vivere a Bari. 

Altro argomento caldo, per la gestione di una città, è la sicurezza. Quali iniziative porterà avanti se vincerà le elezioni?

Innanzitutto meno multe ma anche più sirene. Nel primo caso vorrei dire che abbiamo un corpo di Polizia Locale fatto da persone valorose ma trattate dal punto di vista retributivo come un dipendente da scrivania. Per chiedere ai vigili di esercitare un pieno controllo del territorio dobbiamo garantire un trattamento economico e assicurativo adeguato. A me non interessa poter incassare un milione di euro di multe per poi tenere la Polizia Locale impegnata con i blocchetti rosa anziché un taser. Preferisco che la Pl riguadagni il rispetto della città. Imposterò la mia amministrazione con questa idea.. La soluzione è in casa.

A proposito di sicurezza. Le facciamo un esempio operativo. Come agirebbe, da sindaco, se dovesse fronteggiare un'improvvisa emergenza legata a un flusso notevole di migranti, un po' come avvenuto con la Vlora negli anni '90 e più recentemente con le tensioni legate al caso 'Sea Watch'?

Il porto di Bari resta chiuso. Da sindaco di Bari dovrei preoccuparmi prima di tutto dei baresi. Qui ci sono persone che sono giornalmente senz'acqua, padri divorziati che non sanno come vivere. Devo pensare alla mia gente che non ha, spesso, servizi sociali adeguati. Tutto il resto viene 10 km dopo, prima per me vengono i baresi. Salvini sta salvando le vite umane, non le mette a rischio. Ci sono meno morti da quando ci sono i porti chiusi.

Parliamo, adesso, dell'amministrazione Decaro. Dovesse salvare un punto e bocciarne totalmente un altro, cosa sceglierebbe?

Mi è davvero difficile immaginare un lato positivo dell'amministrazione targata Pd. E' innegabile che abbia fallito in maniera clamorosa. C'è stata una evidente perdita di ricchezza della città: questo è l'aspetto, per me, più negativo. Prima la gente veniva a Bari dai paesi. Adesso, tutto sommato, accade il contrario. La città non può abituarsi a sopravvivere. L'aspetto economico, comunque, va di pari passo con un altra lacuna, rappresentata dalla insicurezza a cui si unisce il degrado.

Lei ha un passato nella destra universitaria ed è entrato in Comune con Forza Italia. E' diventato poi il primo consigliere comunale di Bari della Lega, un partito che fino a pochi anni fa aveva posizioni decisamente negative verso i meridionali. Come risponde a chi la critica per queste sue scelte?

Innanzitutto voglio specificare che sono uscito da Forza Italia quando questa si è accordata con Renzi attraverso il patto del Nazareno. Non intendevo fare assolutamente 'comunella' con il Partito Democratico. Per quanto riguarda il mio recente passaggio alla Lega vorrei precisare che non ho aderito alla Lega di Umberto Bossi, ma a quella di Matteo Salvini. Si tratta di due realtà diametralmente opposte. Sono amico del vicepremier, una figura capace di ridare orgoglio e dignità al Paese. Per me è un onore essere diventato il simbolo della Lega a Bari. E' stata una scelta scomoda perchè avrei potuto salire sul carro di Forza Italia quando, alle ultime Politiche, ha preso comunque il 16%, a differenza della Lega che ha ottenuto il 4,8%.

Mancano pochi giorni alle Primarie, organizzate dopo un notevole dibattito nella coalizione. Pensa che serviranno a cementare per davvero il centrodestra?

Al momento vedo moltissimo entusiasmo dietro quest'iniziativa. La Lega è stata la prima in assoluto a chiedere le Primarie. Le avrei volute fin dal 2012. Per me sono uno strumento per dare voce agli elettori, l'unico, tra l'altro, per provare a tenere tutti uniti visto come si erano messe le cose. La Lega avrebbe potuto correre da sola. Per spirito di responsabilità, abbiamo invece deciso di concorrere assieme agli altri partiti, per vincere a maggio e creare le condizioni per un rinascimento della città dopo anni di crisi. 

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