Giovedì, 18 Luglio 2024
Comunali Bari 2024

Verso il ballottaggio: Leccese e Laforgia, "programma comune per il futuro della città". Centrodestra all'attacco: "Beffano i baresi"

Nel pomeriggio un confronto pubblico per presentare "gli orientamenti programmatici comuni" emersi dal tavolo tecnico avviato in vista del ballottaggio. Ma Fratelli d'Italia e Lega attaccano: "Senza apparentamento formale per non danneggiarsi a vicenda, ruberebbero seggi all'opposizione"

Dall'attuazione del decentramento all'urbanistica, all'emergenza casa. Sono alcuni dei punti programmatici comuni emersi nel corso dell'incontro pubblico che questo pomeriggio all'Officina degli Esordi ha visto Vito Leccese e Michele Laforgia incontrare la comunità del centrosinistra in vista del ballottaggio di domenica 23 e lunedì 24 giugno.  All'indomani degli esiti del primo turno, Leccese e Laforgia (che sin da subito dopo il voto ha ribadito il suo sostegno a Leccese, in accordo a quanto già annunciato nei mesi scorsi) hanno dato vita a un tavolo tecnico di confronto per elaborare un programma condiviso.  

Tra le questioni affrontate nel corso del dibattito, quello di un rinnovamento dell'azione politica: "Noi - ha detto Laforgia - da tempo non abbiamo parlato di discontinuità, quanto soprattutto di rinnovamento. Una parte di continuità, come quella amministrativa, va garantita comunque. Ma il rinnovamento è nella natura delle cose". "Io credo che sulla continuità amminsitrativa vada innestata la politica - ha detto Leccese - che è costruzione della città del futuro e che non può essere la stessa di Emiliano e Decaro, perché io ho una sensibilità e una formazione politica diversa da Emiliano e Decaro". Leccese e Laforgia hanno poi parlato anche dei 'nodi irrisolti' per la città di Bari: "Bisogna iniziare a discutere del nuovo piano urbanistico generale, rivedere l'impostazione della città", ha detto Leccese. "E' necessario restituire alla politica il compito di guidare il cambiamento", ha aggiunto Laforgia, parlando di urbanistica ma anche di mobilità come questione da affrontare. 

"Con Michele Laforgia – afferma il candidato sindaco Vito Leccese - non abbiamo avuto alcuna difficoltà a dialogare sulla visione che abbiamo per il futuro di Bari perché la nostra distanza non è mai stata culturale, ma solo contingente, esito di una mancata sintesi tra le forze della coalizione sull’individuazione del candidato sindaco. Non a caso, a poche ore dal risultato elettorale, come promesso pubblicamente lo scorso aprile da entrambi, Michele Laforgia mi ha garantito da subito il proprio sostegno e abbiamo ripreso a lavorare assieme su quello che sarà il nostro progetto per la città. Le priorità condivise per i prossimi cinque anni riguardano l’approvazione del nuovo piano urbanistico generale, che dovrà assumere un solido orientamento ecologico e di genere, il decentramento e la rigenerazione urbana delle aree storicamente considerate periferiche, la qualità dell’abitare e il diritto alla casa, la nuova centralità che il sistema universitario dovrà assumere in uno sviluppo urbano sempre più vocato alla cultura e alla conoscenza".

"Il dialogo fra noi non si è mai interrotto - aggiunge Michele Laforgia - e nessuno ha mai messo in dubbio la necessità di restare dalla stessa parte per il futuro, sia pure mantenendo ciascuno la propria identità politica. Naturalmente adesso dobbiamo lavorare per definire il programma comune e affrontare nelle condizioni migliori il ballottaggio contro la destra. Le nostre priorità sono quelle che abbiamo costantemente evidenziato in campagna elettorale: lotta alle povertà e alle diseguaglianze, decentramentro amministrativo, nuovo piano urbanistico generale, mobilità attiva e sostenibile, emergenza abitativa e diritto alla casa, sviluppo della conoscenza e della cultura in tutta la città, tutela dell’ambiente e aumento del verde in tutti i quartieri, dare un futuro ai giovani, affermare il primato della legalità. Su alcune cose il dialogo è avanzato e vicino alla sintesi, su altre proposte dovremo lavorare nei prossimi giorni per arrivare a un punto d’incontro. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: proseguire e rinnovare profondamente l’esperienza del governo progressista della città. Oggi, dopo il risultato del primo turno, abbiamo più forza per farlo".

L'attacco del centrodestra: "Nessun apparentamento formale per non danneggiarsi a vicenda"

Dal centrodestra, intanto, arrivano gli attacchi di Fratelli d'Italia e Lega. "Da fratelli coltelli a fratelli di sangue, beffando ancora una volta i baresi e pensando a spartirsi le poltrone - afferma in una nota Antonella Lella, coordinatrice cittadina di Fratelli d'Italia - L’avvocato Michele Laforgia, deluso dalle urne nonostante le sue staffilate al “compagno” di avventura Vito Leccese al quale non ha risparmiato nulla fino al giorno prima delle votazioni, ora ha deciso di fare un percorso insieme al suo (ex) avversario. Con il benestare dei 5 stelle di Conte – i campioni del moralismo a corrente alternata – gli stessi che avevano ritenuto Leccese la continuità con il sistema su cui pende una istruttoria per scioglimento ai sensi della legge antimafia, e che adesso si sono ricreduti. Viva la coerenza. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare... di bugie. L’avvocato Laforgia ha infatti garantito, per il ballotaggio, al capo di gabinetto di Decaro il sostegno morale e non concreto come previsto dalle regole elettorali. Leccese e Laforgia, infatti, non sigleranno alcun apparentamento, quel “contratto” che lega formalmente le due coalizioni, ma si sosterranno “a voce”. Il motivo è presto detto: una redistribuzione dei seggi (dunque poltrone) di uno a danno dell’altro. E così, anteponendo l’astuzia e gli interessi personali (per non dire altro) decidono di mettere a segno questa “truffa elettorale” presentandosi come alleati senza formalizzare alcun accordo".

Interviene anche il deputato della Lega, Davide Bellomo: "Se il buongiorno si vede dal mattino, l’eventuale nuova amministrazione di sinistra partirebbe con il piede sbagliato. Credo sia davvero sconcertante il pericolo che, in caso di malaugurata vittoria di Leccese, si va materializzando in termini di tribuna delle minoranze. Non dare all’apparentamento Leccese-Laforgia un rilievo formale, con l’evidente quanto ingannevole scopo di rubare seggi alla reale opposizione per favorire quella falsa, è un peccato originale difficile da accettare, con conseguenze anche sui rapporti parlamentari. Mi chiedo, infatti, come la sinistra potrebbe parlare a Montecitorio o a palazzo Madama di legalità, trasparenza e correttezza istituzionale dopo un comportamento che non ha nulla da invidiare a quelli dei vecchi regimi comunisti. Naturalmente, questo è un motivo in più per non votare Leccese, preferendogli Romito. Nel segno della verità e del rispetto verso gli avversari politici, con una dialettica consiliare impostata su basi di serietà e di onestà. Bloccando sul nascere giochini di potere che nulla hanno a che fare con la buona amministrazione. E bocciando una sinistra che grida falsamente alla dittatura per poi praticare la dittatura".
 

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