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Martedì, 18 Giugno 2024
Comunali Bari 2024

Da Confindustria il confronto dei candidati sindaci: dal Pug all'Asi, le ricette per l'economia e le imprese di Bari

All'incontro hanno preso parte Laforgia (Sinistra Italiana, M5S, + Europa e civiche), Leccese (Pd, Verdi e civiche), Mangano (Oltre) e Romito (centrodestra). Il quinto candidato, Sciacovelli (appoggiato da due liste) ha inviato un suo delegato

Un confronto tra i candidati sindaco di Bari sui temi dell'economia e dello sviluppo si è svolto, questa mattina, nella sede di Confindustria Puglia. A fare gli onori di casa il presidente degli industriali della regione, Sergio Fontana. All'incontro hanno preso parte Michele Laforgia (Sinistra Italiana, M5S, + Europa e civiche), Vito Leccese (Pd, Verdi e civiche), Sabino Mangano (Oltre) e Fabio Romito (centrodestra). Il quinto candidato, Nicola Sciacovelli (appoggiato da due liste civiche) ha inviato Nicola Romano come suo delegato.

L'incontro ha visto la presenza del Consiglio generale di Confindustria Bari e Bat e gli imprenditori associati. Tra le richieste d'intervento per lo sviluppo economico della città di Bari è stata avanzata "l’esigenza di riattivare l’iter di approvazione del Pug - spiega l'associazione degli industriali baresi in un post sui social -, di potenziare infrastrutture e servizi nella Zona industriale di Bari, migliorare le vie di accesso e uscita dei mezzi pesanti dal porto di Bari, includere il tema della digitalizzazione e nei progetti e opere pubbliche più importanti per la città, potenziare i servizi per i turisti impiegando al meglio il ricavato della tassa di soggiorno e adottare iniziative di welfare e di sensibilizzazione della popolazione sulla cura della salute".

DIfferenti le posizioni tra gli esponenti in campo. Laforgia ha affermato, secondo quanto riporta Ansa,  che bisogna "istituzionalizzare quello che stiamo facendo qui, con un tavolo permanente in cui si possa controllare l'agenda dell'amministrazione".

Di apertura "all'ascolto e al confronto" ha affermato Leccese, affermando che bisognerà fare una riforma delle Aree di sviluppo industriale (Asi) "perché il vecchio tipo di governance non ha funzionato, i servizi erogati non sono all'altezza e c'è un problema di rappresentanza.

Da Mangano, invece, una riflessione sulle opportunità di lavoro: "E' vero che ne sono arrivate molte imprese ma qual è l'impatto sui giovani? Forse vengono qui perché un consulente informatico lo pagano 25-30mila euro mentre al centro nord 60mila?".

Per Romito, infine, sarebbe importante che i contratti di programma usati da Regione e Comune per attrarre investimenti "possano essere rivolti anche alle nostre imprese che qui investono e producono ricchezza da decenni, non solo alle multinazionali".

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