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Domenica, 21 Aprile 2024
Comunali Bari 2024

Comunali Bari, è polemica nel Pd. De Simone: "Più rispetto per le diverse opinioni sulle Primarie"

La presidente Dem Bari: "Il voto in assemblea" di venerdì scorso "non è stato espresso all’unanimità, ci sono stati 5 voti di astensione, di figure autorevoli del partito. Queste posizioni esprimono idee e opinioni di tanti dentro e fuori il Pd"

Non si ferma il confronto sempre più dialettico all'interno del Pd di Bari alle prese con la 'diatriba' per la scelta del candidato sindaco di centrosinistra in vista delle Amministrative baresi di giugno. Da una parte il nome di Vito Leccese, sostenuto da gran parte del Partito Democratico, dall'altra quello di Michele Laforgia supportato anche una parte della Sinistra, del mondo associazionistico e dal M5S. Una spaccatura da ricomporre, secondo quanto affermato dal segretario regionale Pd, Domenico De Santis, attraverso le Primarie. Una proposta avanzata al termine del tavolo del centrosinistra di venerdì scorso e ribadita ulteriormente in un'intervista rilasciata a Repubblica Bari.

Sulla questione, però, interviene la presidente del Pd barese, Titti De Simone: "Mi chiedo se ci sia una reale volontà di arrivare ad un accordo - dice in una nota - , visto che prevalgono toni e prove muscolari che non sono di chi cerca un confronto ed un punto di sintesi. Cosa che dentro al Pd un gruppo di dirigenti ha provato a portare avanti per mesi. Non si può banalizzare e mortificare ogni giorno, la posizione di un pezzo del gruppo dirigente, peraltro come si sa quello che più si è speso per la vittoria della Schlein al congresso, questo non è accettabile. Ci vuole rispetto per quanti anche dentro al Pd hanno espresso sempre in modo corretto e leale posizioni che non ci vedono allineati alle scelte maggioritarie, per metodo e merito. Lo dico in primis al segretario regionale De Santis e a quello cittadino Todaro, che dovrebbero essere unitari su mandato del congresso: il voto in assemblea non è stato espresso all’unanimità, ci sono stati 5 voti di astensione, di figure autorevoli del partito, in un organismo assai limitato di per sé numericamente, ma queste astensioni non hanno a che fare con egoismi e personalismi, esprimono idee e opinioni di tanti dentro e fuori il Pd. Soprattutto di chi è tornato in questo partito in nome di un rinnovamento. Essere dipinti come ultimi arrivati, indesiderati, e ridicolizzati ogni giorno, non è più accettabile. Toni da conflitto permanente, al limite del bullismo politico interno, non sono degni di un partito che dovrebbe fare del rispetto delle opinioni (persino sul terzo mandato lo si è fatto) il suo pane quotidiano".

"Ora si tira dritto senza confronto fra i due candidati - aggiunge De Simone - , e si blocca il tavolo della coalizione. Se consultazione popolare deve essere mi sembra normale anche discutere delle regole, perché non sarebbero primarie solo del Pd ma di coalizione, e non vedo nulla di sgangherato nella richiesta di condividere un minimo di regole di trasparenza, dato che da Vendola sono passati 20 anni, un’era geologica in termini politici, e che le modalità di coinvolgimento di pezzi di elettorato non solo Pd ai gazebo sono da regolare, perché è vero che senza controllo può succedere di tutto, come si sa bene e come persino indagini della magistratura hanno spesso messo in evidenza e non solo qui. Allora, si faccia davvero uno sforzo di sintesi e di mediazione. Se qualcuno pensa che andare divisi serva a capitalizzare elettoralmente sulle europee sbaglia, perché bisogna anteporre gli interessi della città.
Mi auguro davvero che non si porti un pezzo del mondo della sinistra che ha votato Elly Schlein alle primarie e molti di coloro che in questo partito ci sono tornati, a sentirsi ospiti indesiderati se non nemici. Ogni giorno da mesi dirigenti e militanti vengono additati come fastidiosi ultimi arrivati, irrisi e offesi, sperando che qualcuno tolga il disturbo. Non è più accettabile. Gli elettori del Pd come si evince dai sondaggi credono nell’unità che in politica è sempre frutto di un compromesso, non hanno mai avuto pregiudiziali ed oggi a gran voce chiedono di giungere ad una soluzione condivisa avendo in campo due esponenti autorevoli della storia del centrosinistra, entrambi peraltro vicini al Pd seppur non iscritti".

"Credo che tutto questo patrimonio debba essere preservato - rimarca la presidente Pd Bari -, così come l’impegno di unità contro le destre, e particolarmente interessante sarà il risultato in Sardegna nell’asse Pd/5 stelle alle regionali di domenica, perché le prove di forza autoreferenziali in questa fase così complicata per il paese sono da evitare, l’autosufficienza non serve a garantire a Bari il rilancio del buon governo di questi 20 anni. Segnali di muro contro muro vanno archiviati subito, altrimenti si rischia una rottura che temo avrà inevitabili conseguenze anche interne al partito" conclude De Simone.

Il Pd nazionale. "Sostenere lealmente Leccese"

Sulla polemica è intervenuto il Pd nazionale con il responsabile organizzazione della Segreteria, Ivan Taruffi: "L’assemblea cittadina - si legge in una nota - è il massimo organo di rappresentanza politica, quando assume una decisione, tutti gli iscritti e le iscritte hanno il dovere di attenersi a quella indicazione. Il candidato sindaco del Pd è Vito Leccese e come recita il comma 6 articolo 3 dello statuto regionale, tutti gli iscritti 'devono sostenere lealmente il candidato sindaco del Pd', soprattutto se si svolge un ruolo di garanzia e non di rappresentanza politica. La decisione di candidare Vito Leccese è stata votata all’unanimità dell’assemblea con 5 astenuti. E tale decisione è condivisa da tutti i livelli del Partito da roma in giù e da tutte le sensibilità interne al Partito. Il Pd attraverso il segretario regionale De Santis ha espresso la posizione del partito: primarie aperte a tutti gli elettori del centrosinistra. Chi rifiuta le primarie è ovvio che vuole dividere la coalizione".

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