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Comune, salta il Consiglio sulla relazione Mef. Scontro in aula tra maggioranza e opposizione

La monotematica dedicata alle criticità di gestione rilevate dal Ministero dell'Economia sciolta per mancanza del numero legale. L'opposizione: "Sotterfugi per evitare confronto". La maggioranza: "L'aula Dalfino non è una tribuna elettorale"

Ancora un Consiglio saltato per mancanza del numero legale, ancora scontro in aula tra maggioranza e opposizione. Ha avuto breve durata, questo pomeriggio, la seduta monotematica in cui si sarebbe dovuto discutere della relazione del Ministero dell'Economia, relativa al periodo 2010-2015, nella quale i tecnici del Mef avrebbero evidenziato alcune criticità di gestione nell'amministrazione comunale barese.

La seduta si è sciolta poco dopo l'avvio, con la verifica del numero legale chiesta dalla stessa maggioranza. Una decisione, quella di non portare avanti la discussione, che i consiglieri di centrosinistra hanno spiegato affermando di voler prima attendere le controdeduzioni delle ripartizioni interessate dai rilievi, attese per il 23 settembre. Ma l'opposizione attacca, e accusa ancora una volta la maggioranza di sottrarsi al confronto in aula. La seduta è stata anche accompagnata dalla protesta di alcuni cittadini, che in aula hanno mostrato alcuni cartelli proteste comune2-2contro l'amministrazione Decaro.

IL CENTROSINISTRA: "CHIESTO UN RINVIO PER AVERE A DISPOSIZIONE PIU' INFORMAZIONI" - "Avevamo chiesto ufficialmente che il consiglio monotematico sulla relazione del Mef si potesse svolgere a valle del procedimento attivato dal Direttore generale del Comune per la predisposizione delle controdeduzioni - spiegano in una nota i consiglieri di maggioranza - Si trattava di attendere solo qualche giorno (Il termine fissato per il deposito dei dirigenti delle relazioni è il 23 settembre). Il rinvio della discussione in consiglio sarebbe stato utile per fornire tutte le informazioni necessarie alla valutazione dei consiglieri, compresi quelli di minoranza, circa la fondatezza dei rilievi. È incomprensibile, invece, come per i consiglieri di centro destra sia tutto chiaro tanto da voler affrontare il dibattito in Consiglio, privo di qualsiasi approfondimento documentato e basato su dati reali. L'opposizione in tutte le sue forme continua a voler utilizzare il consiglio comunale come come una vetrina o un location per video social senza pensare al destino e al lavoro di circa 2000 dipendenti comunali. L'aula consiliare è il luogo della discussione pubblica non della campagna elettorale perenne. Già questo pomeriggio, attraverso l'intervento del consigliere Pierluigi Introna, abbiamo formalizzato la nostra richiesta di seduta monotematica per discutere sulla vicenda della relazione inviata dal Ministero dell'Economia al Comune di Bari sulla base di tutte le informazioni messe a disposizione con le controdeduzioni. Questo perché nessuno di noi vuole sottrarsi al dibattito pubblico ma vogliamo farlo in modo consapevole, con senso critico e responsabilità, senza più prestare il fianco a vetrine e siparietti populisti, che il centro sinistra, alla guida della città, non è più disposto a tollerare".

MELINI: "SOTTERFUGI PER NON DISCUTERE" - La consigliera di opposizione Irma Melini accusa invece il centrosinistra di "sotterfugi" fatti per evitare il confronto. "Una maggioranza compatta - afferma in una nota - solo per far insediare il numero legale ed evitare che si possa procedere a discutere in seconda convocazione, ovvero domani con soli 12 consiglieri su 36. Intanto i baresi pagano questa seduta più di 2 mila euro fra costi e rimborsi.  D'altronde, proprio il Regolamento comunale avrebbe permesso di affrontare il tema in seconda convocazione con un terzo di eletti.  Un sotterfugio che pagano i baresi, ma che non incanta più.  Non incanta più neanche la scusa del termine del 23 settembre, concesso dal Direttore generale ai dirigenti per le controdeduzioni, visto che questo termine è stato fissato dopo la nostra autoconvocazione in monotematica, quindi dopo la calendarizzazione della stessa. A questo punto è chiaro che la data del 23 è stata intenzionalmente posta per far saltare il Consiglio di oggi.  Una vergogna senza pari. Qui, a Bari, si continua a giocare con i soldi dei baresi".

ROMITO: "LA MAGGIORANZA SCAPPA DALL'AULA CONSILIARE" - Fortemente critico anche il consigliere Fabio Romito. "Ormai siamo alla fiera dell'assurdo: la maggioranza che pur di sfuggire al confronto chiede la verifica del numero legale e scappa dall'aula consiliare. Pur di impedire ai cittadini baresi di conoscere quanto descritto nella durissima relazione del MEF la maggioranza è letteralmente scappata dall'aula per far mancare il numero legale Questo squallido tatticismo si è reso necessario per impedire che domani qualche consigliere di maggioranza "dissidente" ci consentisse in seconda convocazione di aprire la seduta. Una ulteriore scorrettezza che si aggiunge a quella di Davide Pellegrino che solo qualche minuto dopo la convocazione del monotematico per il 20 aveva mandato una nota in cui indicava quale ultimo giorno utile per le contro deduzioni dei dirigenti comunali il giorno 23, evidentemente al solo scopo di usufruire di una scusa per mandare deserto il consiglio di oggi. Abbiamo già presentato nuovamente una richiesta di consiglio monotematico perché possono star certi che non sfuggiranno alle loro responsabilità".


 

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