Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Congresso Pd, al via il mercato delle tessere. Emiliano: “Non serve un segretario eletto con le figurine”

Nei circoli aumentano a dismisura i tesserati. Non escluso il rinvio del congresso per verificare eventuali irregolarità

"Preferisco perdere un congresso piuttosto che vincerlo con le figurine panini". Michele Emiliano non usa mezzi termini per commentare l'accumularsi di tessere in vista dei congressi che si celebreranno il prossimo 3 novembre.

L'allarme lanciato dal gruppo "Rompiamo gli ormeggi", guidato da Gugliemo Minervini e Enzo Lavarra, circa l'aumentato numero di tessere nei circoli è stato confermato, tanto da suscitare diverse perplessità sull'effettiva regolarità delle elezioni. Una situazione che certo non fa bene ad un partito che si appresta a vivere il congresso nazionale sull'onda del rinnovamento profondo di metodi, strumenti e individualità.

Sul caso è intervenuto anche il presidente del Pd, nonché sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ai microfoni di Controradio ha dichiarato che un "segretario eletto con le figurine Panini non serve a nulla, tanto vale perdere il congresso".

I dati raccolti da Adalisa Campanelli, candidata alla segretaria provinciale con il gruppo "Rompiamo gli ormeggi", lasciano molti dubbi: "I tesserati al circolo del quartiere San Paolo erano 20, ora sono 334; quelli di Carrassi da 150 s'impennano fino a quota 430; a Noicattaro da 114 passano a 214, a Bitonto da 100 a 300". Secondo l'unica candidata donna, questa situazione avvantaggerebbe il segretario uscente Vito Antonacci e Ubaldo Pagano, vicesegretario su cui stanno convergendo le preferenze dei renziani.

La raccolta dati sembra peggiori ora dopo ora il quadro d'insieme, tanto che non è peregrina l'ipotesi che il congresso possa slittare al fine di verificare eventuali irregolarità. Del resto le elezioni si dovrebbero svolgere domenica 3 novembre, di certo una data che non agevola la partecipazione vista la contemporanea presenza del ponte di Ognissanti. Comunque vada rischia di materializzarsi un grosso danno d'immagine per il partito diretto da Gugliemo Epifani. Se al rinnovamento nazionale non dovesse seguire un cambiamento sostanziale nelle procedure di selezione della classe dirigente, il Pd si troverebbe con gli stessi problemi di prima e con un deficit di credibilità difficile da recuperare. Il tutto, a Bari, con una campagna elettorale davanti.

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