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Congresso Pd, “Basta con i gruppi di potere, puntiamo sulla partecipazione”

In vista del congresso provinciale, nasce il documento 'Rompiamo gli ormeggi'. Guglielmo Minervini, Enzo Lavarra, Gilda Binetti, Giusy Servodio e Enrico Fusco i primi firmatari. Oggi pomeriggio assemblea pubblica in via Re David. Intanto spuntano i nomi dei possibili candidati al provinciale

Tra il 14 ottobre e il 6 novembre dovranno essere celebrati tutti i congressi. Le candidature saranno ufficializzate a breve, ma ad oggi si sa poco e niente su ciò che accadendo all’interno del Partito democratico pugliese. Circolano nomi, la battaglia delle tessere sembra appena iniziata. Sullo sfondo ci sono le elezioni, ma il quadro degli assetti che si formeranno fatica ad inverarsi.

Per evitare che le candidature di venerdì prossimo siano soltanto un passaggio di burocrazia interna, un gruppo di esponenti del Pd barese ha deciso di prendere carta e penna e di elaborare un documento programmatico “Rompiamo gli ormeggi”. L’obiettivo è di fare del momento congressuale uno spazio di partecipazione allargata. “Ad oggi non c'è alcuna traccia né di una iniziativa politica né di un benché minimo cenno di dibattito sulle possibili candidature – si legge nella pagina facebook del gruppo che ha già raccolto centinaia di adesioni -. Cos'è stato il Pd in Terra di Bari in questi anni, qual è la sua condizione di salute, come sono messi i circoli nelle città, qual è il suo pensiero sulle sfide più cruciali di questo territorio”.  Primo firmatario del documento l’assessore regionale alle politiche giovanili Guglielmo Minervini. Seguono, tra gli altri, Enrico Fusco, Giusy Servodio, Gilda Binetti e Enzo Lavarra. Un fronte allargato di soggetti  che ha deciso d’indire per oggi pomeriggio, in via Re David, un'assemblea pubblica per ragionare sulla direzione di sviluppo del partito in vista del congresso provinciale (e non solo).

“Dove è nata la Primavera pugliese - si legge nel documento di ‘Rompiamo gli ormeggi’ - oggi prevale la logica che un Pd ristretto, striminzito, convinto che il controllo di qualche gruppo di potere sia meglio di una grande e plurale forza di cambiamento. E che un capo può rimpiazzare da solo il contributo di un’intera società”. “Non vogliamo sprecare il congresso, riducendolo ancora una volta a una conta tra le truppe di schegge in via di esaurimento  - continuano -.  Vogliamo invece provare a utilizzarlo come un’occasione per pensare il Pd, quello vero. E per mettere in campo nuove energie per spingerlo in avanti, lì verso il futuro

A proposito di nomi, non è escluso che il Pd possa convergere su Floriana Gallucci, ex assessore al Patrimonio del Comune di Bari (poi dimessasi per incompatibilità) disponibile a ricoprire la carica di segretario provinciale. Non è da escludere neanche la candidatura dell’ex sindaco di Mola di Bari, Nico Berlen, ma il quadro è ancora in divenire e di sicuro il gioco dei “pesi e contrappesi” tra correnti avrà il suo effetto.

Le decisioni assunte sulle segreterie condizioneranno le scelte anche sui futuri candidati alle prossime elezioni. L’attenzione congressuale sembra abbia congelato le decisioni da assumere in vista delle amministrative baresi. Antonio Decaro attende di conoscere che intenzione abbia il partito: primarie di coalizione o convergenza verso la sua candidatura? Michele Emiliano presto dovrà sciogliere la riserva sulla sua possibile candidatura alle regionali, una partita complicata dove l’attuale sindaco se la dovrà vedere con una parte del partito che non guarda di buon occhio la sua corsa solitaria. Una situazione che sembra stia spingendo lo stesso Emiliano a candidarsi come futuro segretario regionale al fine di controllare ogni possibile tumulto interno.

Intanto sabato prossimo Matteo Renzi aprirà la sua stagione congressuale da Bari. E siamo appena gli inizi.

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