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Comune, consiglieri in campagna elettorale e salta l’esame del Rendiconto

Ieri in aula è venuto meno il numero legale a causa dell’assenza di diversi esponenti della maggioranza. Decaro “minaccia”le dimissioni, ma oggi si torna in consiglio

Slitta l’esame del rendiconto di gestione del 2014. E non senza polemiche. Il consiglio comunale di ieri avrebbe dovuto rappresentare un passaggio importante per svolgere l’analisi dei conti di gestione dell’ente comunale, ma il numero legale è caduto dopo poche ore. Molti i consiglieri  comunali impegnati nelle attività di campagna elettorale, anche se ovviamente in pochi sono disponibili ad ammetterlo.

Una situazione che ha fatto arrabbiare in primis il sindaco Antonio Decaro che, in modo provocatorio, ha voluto mandare un messaggio ai suoi affermando che “presto potrebbero essere impegnati nella campagna elettorale per le comunali”. Il crollo del numero legale è da imputare all’assenza di parecchi esponenti della maggioranza. Ciò ha fatto infuriare l’opposizione che, quasi in una buona parte, al momento della chiama è uscita fuori dall’aula determinando il risultato di soli 17 presenti, quando ne sarebbero serviti almeno 19.

Ieri intanto ha iniziato la sua attività istituzionale il neo assessore al Bilancio Dora Savino, che ha espresso gli assi portanti del rendiconto, così come approvato nel suo schema lo scorso aprile. L’avanzo di amministrazione risulta ammontare a 258 milioni di euro con l’aumento di 70 milioni di euro rispetto al 2013. Il fondo cassa, al 31 dicembre 201,4 si attesta a 181 milioni di euro, con un aumento di 4 milioni rispetto al 31 dicembre 2013. Così come spiegato negli scorsi mesi, il Comune, nel rispetto delle regole di armonizzazione, ha istituito il fondo crediti di dubbia esigibilità nel quale si è deciso di appostare la somma di 160 milioni di euro e si è costituito inoltre un fondo rischi a tutela del contenzioso pari a 22 milioni di euro. Ciò ha determinato uno schema di rendiconto che presenta un disavanzo tecnico di circa 30 milioni di euro che sarà ripianato dall’ente in parte attraverso l’utilizzo di proprie risorse accantonate nei fondi vincolati (circa 12 milioni di euro) e per la restante parte (18 milioni di euro), con un piano di ammortizzazione su  trent’anni, così come previsto in via straordinaria  dalla legge di stabilità 2015.

Oggi riprenderanno i lavori con l’esame di circa 29 emendamenti da parte dell’opposizione. Numero legale permettendo. O meglio: campagna elettorale permettendo.

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