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Scintille in Comune, Realtà Italia 'attacca' vicesindaco. Le opposizioni: "Giunta caos"

Consiglio comunale infuocato, dopo la polemica della consigliera Anaclerio contro l'assessore Brandi, dopo le voci di un suo passaggio al Centro Democratico: "Se resta in Giunta non è più nostro del partito"

Discussioni, battibecchi e chiusura 'anticipata' alle 21 solo con l'approvazione del consueto carico di debiti fuori bilancio. Ancora un Consiglio comunale con pochi contenuti concreti, svoltosi ieri nell'aula di Palazzo di Città. Tra i banchi della Maggioranza si è però consumato un fatto politico: Alessandra Anaclerio, capogruppo di Realtà Italia, secondo partito della coalizione Decaro con 4 consiglieri, ha criticato fortemente il vicesindaco Brandi, selezionato in Giunta come peso importante del movimento politico fondato da Giacomo Olivieri, accusandolo di aver cambiato casacca, avvicinandosi al Centro Democratico. Un botta e risposta fatto di scintille, covate nelle scorse settimane: "Non abbiamo l'anello al naso - ha affermato Anaclerio - e se Brandi resta in Giunta non è più un assessore di Realtà Italia". Il vicesindaco ha glissato affermando che "si tratta di questioni interne al partito e non del Consiglio" smentendo categoricamente le voci circolate nei giorni precedenti.

Sulla vicenda le opposizioni hanno cercato di cogliere l'occasione, presentando una mozione (Impegno Civile, Fratelli d'Italia, Misto e Movimento Cinque Stelle ma senza Area Popolare) sulla questione vicesindaco ma 16 consiglieri della Maggioranza, compresa Realtà Italia ma senza tre astenuti (il presidente dell'assemblea Di Rella, Giannuzzi e Laforgia) hanno respinto la discussione: "C'è caos all'interno del centrosinistra - ha dichiarato il consigliere Filippo Melchiorre (Fd'I) - e crediamo sia stato rotto un rapporto fiduciario tra il partito e Brandi. Questa Giunta non riesce più ad andare avanti". Se la Maggioranza non sembra compatta, neppure le opposizioni possono vantare piena unità: "Ci sono colleghi della minoranza - ha affermato Finocchio - che hanno un atteggiamento ambiguo, specie quando chiediamo la presenza del numero legale". Il riferimento, non troppo velato, è ad Area Popolare (in conferenza stampa da lui pronunciata Realtà Popolare, in una specie di lapsus politico). La replica del capogruppo, Picaro, è arrivata dallo stesso tavolo: "Noi riteniamo  - spiega - che sia importante restare in aula e combattere le criticità. Sulle delibere importanti come bilancio e rendiconto abbiamo detto no. Non abbiamo sottoscritto il documento su Brandi per evitare che vi fossero polemiche o pensieri su nostre ipotetiche mire assessorili. Abbiamo comunque votato a favore della discussione".

Nella confusione di ieri, tra l'altro, oltre allo slittamento della questione Largo Pacha, c'è stato un mezzo pasticcio sul Regolamento per le locazioni e le concessioni di beni immobili comunali, con 2 bozze distinte circolate in aula, una a disposizione dell'assessore Brandi e del consigliere Giannuzzi, l'altra consultata online dagli altri membri dell'assemblea: un pastrocchio che ha poi portato alla richiesta di rinvio della discussione, proposta dal consigliere Caradonna e quindi alla sospensione della seduta. Sull'andamento dei lavori in aula c'è l'amarezza del M5S: "Siamo gli unici - ha detto il consigliere Sabino Mangano - che attenzioniamo le problematiche della città e ci devono dire che tiriamo argomenti dal cilindro come fossero giochi di prestigio. L'Amtab e l'Amiu non funzionano, le tasse aumentano e cosa abbiamo alla fine? Quest'amministrazione deve andare a casa".

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