Monotematica flop sulla sanità cittadina: il Consiglio comunale dura un'ora, poi cade il numero legale

Come accaduto recentemente sui Consigli dedicati alla Zes e allo stadio San Nicola l'assemblea si chiude con un nulla di fatto, dopo un confronto mai decollato

Un'oretta di lavori prima della caduta del numero legale, chiamato quando in aula c'erano solo 13 consiglieri: si chiude con un nulla di fatto la monotematica voluta dal centrodestra per discutere di "inefficenze e disservizi" sulla sanità cittadina, incentrando il confronto sui Pronto Soccorso e l'ospedale pediatrico Giovanni XXIII. Il dibattito si è limitato all'introduzione del proponente, Giuseppe Carrieri (Ic) e alla replica di Renato Laforgia (Decaro Sindaco), chirurgo e consigliere delegato alle Politiche della Salute e all'Efficientamento del servizio sanitario della Città di Bari.. L'esponente della maggioranza dopo aver illustrato la gestione delle emergenze da parte dei Pronto Soccorso cittadini ed esposto la sua posizione sul Giovanni XXIII, criticando le vecchie amministrazioni di centrodestra: "E' un ospedale in emergenza perché ci sono stati errori strategici anche di posizionamento. Andava trasferito e portato dove era più logico che fosse, vicino ai punti nascita della città". Poco dopo, Laforgia ha chiesto il numero legale: "Pensavo si facesse un discorso elevato e non rivolto alla spicciolata - ha affermato il consigliere - o ai singoli casi che possono rivelare dietro la lamentela difficoltà che non hanno nulla a che vedere con l'efficienza del sistema". Quindi, numero legale insufficiente, luce rossa e tutti a casa, come accaduto recentemente sui Consigli dedicati alla Zes e allo stadio San Nicola.

Le opposizioni criticano la maggioranza

Critiche le opposizioni: "Una gravissima criticitâ cittadina - affermano in una nota i consiglieri Carrieri, Caradonna, di Paola, Melchiorre, Melini, Picaro, Romito - che si é ultimamente aggravata alla luce delle carenze di personale sanitario verificatesi dall'inizio del 2018. Se é vero che le competenze organizzative in materia sanitaria sono della Regione. É pur vero che il Sindaco essendo la massima autoritá cittadina ha una serie di prerogative che puó attivare e che oggi per bocca del suo delegato proprio alle politiche della salute,  Laforgia, apprendiamo non essere state mai attivate. Cosí facendo peró si fa un gran male alla Cittá e ai suoi Cittadini, alle prese con una serie innumerevole e indicibile di disservizi".

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