Il consiglio sullo stadio San Nicola non decolla: due ore di battibecchi, poi cade il numero legale

Il confronto si arena tra dibattiti procedurali e pochi interventi nel merito. L'unico atto concreto approvato è il riconoscimento di un debito fuori bilancio

Battibecchi procedurali, sul'opportunità di far intervenire o meno la Giunta prima dei consiglieri, discussioni sul regolamento e la sua applicazione: alla fine, in due ore, l'unico risultato concreto del Consiglio monotematico sullo stadio San Nicola è stata l'stata l'approvazione del riconoscimento di un debito fuori bilancio che sarebbe scaduto domani. Il punto all'ordine del giorno, ovviamente, non era quello principale, circostanza che ha scatenato già in avvio di seduta un dibattito sull'opportunità di affrontarlo sopravanzando l'argomento clou, come fatto notare dall'ex presidente dell'aula Pasquale Di Rella, ora nel gruppo Misto. Dopo il sì all'ordine del giorno, la discussione è potuta cominciare con Mimmo Di Paola (Impegno Civile), a riassumere la questione stadio, punto per punto, ripercorrendone i passi che hanno portato nel giugno scorso a concedere un'ulteriore proroga in favore della Fc Bari, fino a gennaio, quando è stato sospeso (atto "inspiegabile" secondo Giuseppe Colella del M5S) l'avvio della procedura per l'affidamento quinquennale proposto dal Comune dopo l'arrivo del dossier preliminare presentato dalla Fc Bari, redatto in collaborazione con B Futura e vari partner, sulle idee per riqualificare l'astronave firmata nel 1990 da Renzo Piano. Il destino finale dell'impianto, afferma Di Paola, "potrebbe essere quello del Colosseo", ovvero quello di un rudere.

Il confronto s'inceppa e cade il numero legale

La discussione, dopo qualche altro intervento, si è improvvisamente incartata tra chi, come il presidente Cavone e la maggioranza, ritenesse di dover far intervenire l'assessore allo Sport Pietro Petruzzelli, e chi, come le opposizioni, ribadiva di dover procedere prima con gli interventi dei consiglieri e poi con quelli della Giunta. A 'dipanare' la matassa ci ha pensato la richiesta di numero legale, formulata da Fabio Losito (Pd), con buona parte della maggioranza che è uscita dall'aula. Numero legale inferiore a quello necessario e tutti a casa: "Siamo stati ancora una volta imbavagliati - afferma Irma Melini -  Questo consiglio comunale in assenza del suo sindaco ha dimostrato per quanto attiene alla maggioranza di centrosinistra di essere incapace di garantire un equilibrato e costruttivo di battito d’aula".

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