Caos in Consiglio regionale, centrodestra abbandona l'aula dopo il voto: "Numero legale assente, ma maggioranza è andata avanti"

La bagarre è scoppiata al momento del voto su un emendamento alla proposta di legge che regola l'attività funeraria: "Alcuni consiglieri di centrosinistra non erano presenti - attacca l'opposizione - e i loro colleghi hanno votato per gli assenti"

Scoppia la bagarre sulla votazione in Consiglio regionale e il centrodestra abbandona l'aula per protesta. Caos in aula questo pomeriggio durante i lavori. A scatenare la polemica è stato quanto accaduto al momento del voto su un emendamento alla proposta di legge che norma l'attività funeraria presentato da Domenico Santorsola (Noi a sinistra per la Puglia). 

I rappresentanti delle opposizioni, infatti, hanno protestato contro le modalità usate per esprimere la propria preferenza. A loro dire in aula non c'era il numero legale, al contrario di quanto risultasse al presidente dell'assemblea, Mario Loizzo, che ha validato la votazione (con 26 voti favorevoli). Di qui la scelta del centrodestra di abbandonare i lavori.

Le accuse del centrodestra e la replica di Loizzo

"Oggi in aula - scrivono in una nota i capigruppo di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo, e di Forza Italia, Nino Marmo, a nome dei consiglieri regionali di centrodestra -  si è verificato un grave vulnus per la democrazia, con procedure di voto viziate e il Consiglio regionale che ha proseguito i suoi lavori nonostante tutto. Ed è per questo che abbiamo abbandonato l’aula: non potevamo restare e convalidare il modus operandi di una maggioranza che continua imperterrita a compiere prove muscolari in barba a quell’imprescindibile esigenza di rispetto delle procedure. Alcuni consiglieri di centrosinistra non erano presenti al momento del voto sulle attività funerarie e i loro colleghi di coalizione hanno optato per l’odiosa pratica del “pianista”, votando per gli assenti. Una circostanza grave che basta a delegittimare il voto espresso e che avrebbe richiesto la sospensione dei lavori. Invece no: la maggioranza di Emiliano è andata avanti e, come se non bastasse, lo stesso Emiliano, presente in aula, ha avallato tutto questo senza proferire parola per ripristinare la legalità del voto. Non solo, c’è di più: il presidente del Consiglio Loizzo, a microfono acceso, ci ha persino “mandati a quel paese”... perché abbiamo osato reclamare regolarità e trasparenza! Una pessima pagina per il Consiglio regionale della nostra Regione". Ai 26 voti favorevoli, secondo quanto contestato da Marmo, Loizzo avrebbe dovuto sottrarne tre, di Mennea, Mazzarano, Cera. "Per cui - ha rimarcato Marmo, come riporta la Dire - risultano 23 voti e non 26 e va sospeso il Consiglio per mancanza del numero legale".  "Io non ho l'obbligo né la possibilità di controllare chi c'era e chi non c'era - ha replicato Loizzo -. I consiglieri stavano lì. Il collega Mazzarano stava qua, il collega Mennea stava lì e puo' darsi che da lì si sia spostato da un'altra parte. Abbiate pazienza. Ma da questa mattina, per le ragioni che sappiamo, stiamo votando un collega per l'altro. Non riesco a capire questa esasperazione. Poi - ha concluso - se si vanno creando pretesti, pazienza". I lavori dell'Assemblea sono quindi proseguiti senza le minoranze in aula.

M5S: "Oggi tra pianisti e vaffa toccato uno dei punti più bassi"

“Un vaffa dal presidente del consiglio Loizzo per aver chiesto il rispetto delle regole in aula. Quando pensavamo di averle viste tutte in 5 anni di legislatura la maggioranza riesce ancora una volta a sorprenderci. Il tutto sotto gli occhi di Emiliano, il ‘re della partecipazione a chiacchiere’ che se ne frega sia della sua maggioranza di pianisti che delle nostre richieste di trasparenza e di regolarità in aula. Uno dei punti più bassi di un Consiglio che già ci aveva regalato farse indimenticabili”. Così hanno commentato l'accaduto i consiglieri del M5S, che attaccano anche l’emendamento approvato, con cui si consente la proroga al 31 luglio delle attività di ripopolamento previste dal piano faunistico-venatorio regionale. “Un emendamento - continuano i pentastellati - che va contro la ratio della legge che va a modificare nella realtà, ovvero quella per la protezione della fauna omeoterma e che non rientrava assolutamente nella proposta di legge che si votava in quel momento. I ripopolamenti sono da evitare proprio nella stagione più calda, perché gli animali non avranno  il tempo di ambientarsi. Per questo ci siamo fermamente opposti in aula sia nel merito che nel metodo”. 

Le scuse di Loizzo

Il presidente del Consiglio regionale ha successivamente chiesto scusa per quanto accaduto nelle fasi più concitate della seduta. “Nel corso della seduta del Consiglio regionale, la concitazione dovuta ad una diversa interpretazione del risultato di un voto in Aula, dove le precauzioni di carattere sanitario rendono più difficile l’esatto controllo delle presenze, ha surriscaldato il clima al punto da indurmi a pronunciare alcune affermazioni sbagliate e inappropriate, per le quali sento il dovere di porgere le mie scuse”, afferma in un nota.

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I lavori in aula e gli schemi di legge approvati


Nonostante l'assenza delle forze di minoranza, il Consiglio è andato avanti approvando diversi schemi di legge. Tra questi le "Misure di semplificazione amministrativa in materia sanitaria" presentata da Giuseppe Romano (Senso civico), Nicola Marmo (Forza Italia), Paolo Pellegrino (Italia in Comune), Mario Pendinelli (Sc) e Ignazio Zullo (Fratelli di Italia). Al voto non hanno partecipato Antonio Trevisi (M5S) e Mario Conca (Misto) che sono rimasti in Aula. "La mia proposta di legge - ha ricordato Romano - è stata concertata con una parte importante delle opposizioni e gli emendamenti alla proposta di legge sono firmati anche da altri Capigruppo della minoranza. Per cui, la legge è abbastanza concertata. Questo è giusto che si dica in modo che rimanga agli atti". La norma punta sui temi dell'accoglienza, dell'inclusone, delle reintegrazione lavorativa, del contesto di vita in cui si stabilizza o si sviluppa la malattia. Sì è arrivato anche alla pdl del M5S relativa alla "Promozione della mobilità condivisa e sostenibile nei Comuni pugliesi" che promuove l'uso del car sharing elettrico per abbassare i livelli di traffico e inquinamento e andare incontro alle esigenze degli utenti che scelgono la mobilità elettrica. In particolare, il provvedimento prevede l'introduzione di misure che contribuiscano ad aumentare le postazioni di ricarica nelle citta'. Approvata anche la proposta di legge, a prima firma di Romano, che istituisce il servizio di psicologia di base e delle cure primarie in via sperimentale e per la durata di un anno. L'obiettivo è garantire i diritti di assistenza e promozione del benessere psicofisico della comunità in campo sanitario.

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