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Costi della politica, le proposte dei consiglieri: "No agli arretrati e tagli alle poltrone"

Mentre a livello nazionale monta la polemica sui privilegi della "casta", i consiglieri regionali del Pd annunciano che rinunceranno agli emolumenti dovuti dopo il taglio del 10% deciso dalla finanziaria del 2006 e giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale. Anche dal Pdl arriva una proposta: ridurre assessori esterni e numero di consiglieri

I consiglieri regionali pugliesi alle prese con i costi della politica e con la riduzione degli sprechi. Mentre in tutta Italia monta la polemica sui privilegi dalla casta, usciti indenni anche questa volta dalla scure della manovra economica, nel consiglio regionale della Puglia si discute invece di come risparmiare denaro pubblico mettendo fine agli sprechi.

LA QUESTIONE ARRETRATI - A far scaturire il dibattito è stata l'iniziativa annunciata qualche giorno fa da alcuni consiglieri regionali, intenzionati a chiedere la restituzione degli emolumenti tagliati dalla manovra finanziaria del 2006. Con quella manovra, infatti, venne stabilito un taglio del 10% alle retribuzioni dei consiglieri regionali, in seguito dichiarato "privo di fondamento giuridico" e  quindi illegittimo dalla Corte Costituzionale. Un annuncio che suscitato critiche e indignazione non soltanto tra i cittadini, ma anche da parte di alcuni esponenti politici, dando il via ad un dibattito interno al Consiglio regionale pugliese.

LA PROPOSTA DEL PDL - I primi a farsi avanti con una "cura drastica" per ridurre i costi della politica regionale sono stati i consiglieri del Pdl, che hanno proposto alla Giunta regionale di mandare via gli assessori esterni dall'esecutivo di ridurre il numero dei consiglieri regionali da 70 a 50.

"Il Consiglio regionale - ha detto il capogruppo Pdl in consiglio Rocco Palese - discuta con assoluta urgenza la proposta, che noi abbiamo già presentato nel maggio del 2010, di riduzione del numero dei consiglieri regionali da 70 a 50. Una proposta che prevede anche una giunta regionale composta da un massimo di 10 assessori, di cui massimo due esterni. Questo comporta un risparmio a partire dalla prossima legislatura di 34 milioni di euro per la regione ed i cittadini pugliesi". Sui rimborsi invece Palese ha annunciato che proporrà "una norma ordinaria con cui si sancisce l'obbligatorietà della devoluzione per fini sociali di quelle indennità da parte dei diretti interessati".

L'ANNUNCIO DEI CONSIGLIERI PD -  Sempre ieri i consiglieri regionali del Pd hanno annunciqto che rinunceranno alla riscossione degli arretrati dovuti dopo il taglio del 2006. "La finanziaria del 2006 - ha spiegato il capogruppo Pd Antonio De Caro - impose enormi sacrifici alle fasce sociali meno abbienti che dovettero, rigorosamente, rispettarli tutti". "Pertanto - ha aggiunto De Caro - sarebbe scorretto che soltanto i consiglieri regionali rimanessero esentati dal 'sacrificio solidale' di quella finanziaria".

LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO - La proposta del Pdl è stata accolta positivamente dal presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, il quale ha annunciato che la proposta potrà essere discussa già oggi nella conferenza dei capigruppo.

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