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La domanda sul vino fa sbottare D'Alema, lite con il giornalista all'Uniba

Ospite dell'Università per un convegno, l'esponente Pd è stato incalzato dal cronista della trasmissione di Rai 2 Virus, che gli ha posto una domanda mettendo in relazione la vendita del suo vino con una convention del Pd. La reazione: "Dice cose sciocche, mi dia il suo nome, le arriverà una denuncia"

L'inviato della trasmissione Virus di Rai 2 gli pone una domanda, facendo riferimento ad una presunta vendita del vino prodotto dalla sua azienda durante una convention del Pd. Massimo D'Alema irritato sbotta: "Lei dice cose sciocche. Siccome oggi sto denunciando diversi giornali, denuncio anche lei". Lo scontro verbale tra l'esponente del Pd e il giornalista, a margine di un convegno in Ateneo al quale D'Alema era stato invitato.

"Il mio vino - ha spiegato D'Alema - viene acquistato da tantissimi cittadini. Gli acquisti sono avvenuti nel corso di due anni non in una convention del Pd, sono stati regolarmente fatturati e sono avvenuti in prossimità delle festività, evidentemente per fare regali come fanno molte imprese".

La circostanza relativa alla vendita del vino prodotto dall'azienda dell'ex premier è emersa dalle carte dell’inchiesta su presunte tangenti che ha travolto l’amministrazione comunale di Ischia. Un'inchiesta, però, in cui D'Alema non è alcun modo coinvolto, ragion per cui la diffusione del dettaglio relativo alla vendita di vino ha fatto infuriare l'esponente Pd.

"Che noi abbiamo venduto dei vini alla cooperativa Cpl (tra gli arrestati c'è il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Cpl Concordia Francesco Simone, ndr) è vero - ha spiegato in un secondo momento l'ex premier parlando con i giornalisti - però non ho capito perchè questo debba essere contenuto in un atto giudiziario dal momento che non è un reato". "Non sono indagato per nessun reato - ha aggiunto - allora perchè si devono rendere pubbliche in un atto giudiziario cose private di persone, tra l'altro in questo caso si tratta di mia moglie, che non sono indagate, che non hanno compiuto alcun reato, e che vengono semplicemente gettate in pasto così all'opinione pubblica per poter essere diffamate?". "Occorre - ha concluso - una tutela delle persone che non sono indagate".  "Io mi sono risolto - ha detto ancora D'Alema - a reagire anche per vie legali, quindi cominceremo da oggi, cosa che mi dispiace, a muovere le carte bollate dal momento che il buon senso sembra non essere sufficiente ad arginare una campagna scandalistica che produce danni".

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