Politica

Dal manuale Cencelli al manuale della cittadinanza

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Un passaggio obbligato per chi vuole parlare di democrazia, spiega Nunzia Bernardini, capolista della lista Desirèe Sindaco.
"Il mitico manuale Cencelli, attribuito all'omonimo funzionario della Democrazia Cristiana, è stato usato per regolare la spartizione delle cariche pubbliche in base al peso elettorale di ogni singolo partito o corrente politica".
Durante la prima repubblica il manuale sanciva quante e quali cariche dovessero essere assegnate a soggetti appartenenti a ciascun partito: ministri, sottosegretari, direttori generali, presidenti, amministratori e consiglieri di enti e società partecipate, venivano nominati con questo criterio che serviva da "norma regolatrice", così che nessuno potesse recriminare. "Pare, per esempio, che un ministro valesse due sottosegretari e mezzo. La logica dettata dal Cencelli, non è stata mai 'abrogata', non è scomparsa e viene tuttora applicata nel senso della peggiore spartizione: non idee da realizzare ma persone e potentati da collocare. Sono cambiati i tempi ma non l'ipocrisia. Il Manuale della cittadinanza che io propongo - continua la Bernardini - vuole e deve sostituire le pratiche di spartizione degli incarichi e del potere con i concetti di Competenza e Servizio alla collettività. Le nuove norme introdotte dal governo con la riduzione di compensi e gettoni rendono meno appetibili le cariche e allora come si spiega la corsa alle candidature ed alla spartizione di incarichi?".
La capolista al Comune per Desirèe Digeronimo chiama in causa Expo 2015 con "le logiche di appalti e gare 'vestite' e lo scambio tra nomine, affari e coperture politiche.
Allora io domando: i baresi vogliono la stessa cosa? Vogliono ancora assistere alla pubblicazione dei bandi comunali per la raccolta di curricula per le nomine in AMGAS, in AMTAB o nell' AMIU, quando si sa benissimo che i 'nomi' ci sono già e sono frutto di accordi assunti da tempo?".
Il Manuale della Cittadinanza, di cui parla la Bernardini, prevede una differente concezione del ruolo della pubblica amministrazione che veda il funzionario impegnato a favorire le iniziative produttive. "Bisogna cambiare la mentalità della politica, quella che pensa ai cittadini come sudditi e che accresce il proprio potere a loro carico; è la politica che deve orientare la burocrazia ad essere amica dei cittadini e delle imprese: è il primo passo per avviare lo sviluppo ed è vitale per lenire l'indifferenza e l'odio che la gente nutre verso la politica.
Per fare un esempio, "c'è bisogno di persone che lavorino per una riduzione drastica del costo dell'energia in tutte le sue forme convertendo l'Amgas da società orientata a fare cassa a creatrice di ricchezza in tutte le forme di produzione di energia, con bilancio in pareggio. Ancora, per andare sul concreto penso che tutte le proprietà comunali debbano essere messe a reddito a cominciare proprio dall'Amgas. In questo senso è importante l'esempio dell'Albergo delle Nazioni: quando era comunale costava, non rendeva nulla, non erogava servizi al turista, non pagava le tasse: l'averlo venduto è stato un affare in tutti i sensi prima di tutto per il Comune stesso".
Ma a chi si rivolge questo manuale della cittadinanza?
"A persone convinte che le tasse comunali vadano progressivamente ridotte e il gettito sia ottenuto dalla creazione di ricchezza pubblica e privata, persone che mettano in campo politiche per invogliare piccoli imprenditori ed artigiani ad investire senza il terrore del regime sanzionatorio" sostiene la candidata, consapevole delle "logiche arroganti della spartizione ma il riscatto e le logiche differenti passano dalla collaborazione con i cittadini e le idee di cui sono ricchi: tutti i programmi politici sono carta straccia senza le persone giuste al posto giusto e che facciano cose giuste".

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