Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Di Rella dal Pd al Misto: "Sfiducia da presidente dell'aula? Stupito se per motivazioni politiche"

Il numero uno dell'assemblea cittadina puntualizza la sua posizione dopo l'abbandono del gruppo dei Democratici a Palazzo di Città: "Ribadisco che non aderirò ad alcun partito"

"La figura del Presidente del Consiglio comunale è di garanzia ed è slegata dall'appartenenza politica. Chi vuole può sfiduciarmi ma dovrà motivare questa scelta individuando nell'esercizio delle mie funzioni qualche atto non imparziale. Mi stupirebbe che vi fossero motivazioni politiche": il numero 1 dell'aula Dalfino, Pasquale Di Rella, ha puntualizzato la sua posizione dopo il passaggio ufficiale, nei giorni scorsi, dal Pd, al gruppo Misto nell'assemblea cittadina che ora conta sei componenti. Di Rella ha ribadito che non aderirà ad alcun altro partito o gruppo consiliare attualmente presente: "Il 23 novembre 2016 - ripercorre Di Rella - rassegnai le dimissioni da presidente, motivandole con un elenco di disfunzioni che avevo individuato e per le quali ritenevo fosse necessaria una scossa affinché si potesse dare rimedio. Non erano dimissioni concordate. Nei giorni seguenti fui invitato ad accettare l'incarico nonostante fossi restio a farlo. Due giorni dopo, nella seduta, ottenni un numero di gran lunga superiore ai voti rappresentati dal centrosinistra in aula, nonostante non mi fossi votato".

"Perché non replicare le Primarie del 2013 per le Politiche?"

"Non ho mai dichiarato - prosegue - di essere in conflitto con il centrosinistra e non sono in polemica col popolo del Pd che ho la presunzione di intepretare almeno in parte, ma con i vertici nazionali e regionali del partito per una ragione ben chiara. A legge pressoché invariata rispetto a quella precedente, oggi, con il Rosatellum, si imporranno i parlamentari. Perché la scelta delle Primarie, avvenuta nel 2013, non viene replicata?". Di Rella chiarisce anche la sua posizione nel caso dovesse arrivare una richesta di sfiducia da parte dell'aula: "La revoca del presidente del Consiglio comunale - spiega - è prevista dalla normativa statutaria del Comune. Laddove si ponesse il caso effettuerò valutazioni di carattere politico".

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