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Di Rella lascia la presidenza del Consiglio comunale. Decaro in pressing: "Ci ripensi"

Incontro di circa un'ora tra il sindaco e il quasi ex numero uno dell'Aula Dalfino. Le dimissioni saranno formalizzate entro lunedì: "Nessuno screzio col primo cittadino. Torno a essere consigliere per esprimere il mio pensiero"

"Continuerò a fare pressing" perché "è un elemento imprescindibile, una figura di garanzia bipartisan. Chiederò che ci ripensi". Nonostante il sindaco Antonio Decaro lo elogi davanti alle telecamere, a braccetto, Pasquale Di Rella, presidente del Consiglio comunale dimissionario, non ha intenzione di fare un passo indietro. L'esponente del Pd, sullo scranno più alto dell'Aula 'Dalfino' dal 2009, ovvero dalla seconda consiliatura Emiliano, scelto anche dall'attuale primo cittadino per guidare i lavori, con garbo, ironia e competenza, sembra irremovibile nella scelta, annunciata in maniera un po' irrituale questa mattina, attraverso un messaggio comparso sulla pagina facebook della moglie Angela. Decaro e Di Rella si sono incontrati, questa mattina, nello studio del primo cittadino, conversando per circa un'ora. La decisione, in realtà, era stata da lui comunicata già ieri sera al sindaco, facendo esplodere un vero e proprio caso all'interno della maggioranza di centrosinistra. Di Rella, nelle ultime settimane, aveva più volte puntualizzato alcune situazioni particolari in Consiglio, come la costante presenza di molti debiti fuori bilancio negli ordini del giorno, la questione dell'incompatibilità di Gianfranco Grandaliano a presidente Amiu e Agenzia regionale sullo smaltimento dei rifiuti e il problema della riduzione degli stipendi della 'casta'. Di Rella, in ogni caso, formalizzerà le sue dimissioni entro lunedì, in tempo per il prossimo Consiglio che si svolgerà nel primo pomeriggio: "Lo faccio come ulteriore segno di rispetto verso le istituzioni. Non si può lasciare un incarico dalla sera alla mattina. Ho intrapreso questa scelta per l'assoluto bisogno di poter esprimere il mio pensiero e il mio voto in assoluta libertà senza vincoli istituzionali. Penso di poter essere molto più utile come consigliere che presidente. E' un sacrificio personale in termini economici. ma si fa politica non per ragioni economiche o carrierismo ma per passione. Non stiamo parlando di screzi per accaparrarsi il potere o di dialettica vuota".

Di Rella smentisce voci di frizioni col sindaco circolate nelle scorse settimane negli ambienti di Palazzo di Città: "I rapporti con Decaro sono buoni come sempre. Si può dire che abbiamo condiviso la bella esperienza a fianco di Emiliano nella prima consiliatura. Credo di non aver fatto mai venire meno il sostegno come presidente del Consiglio. Alcuni organi d stampa mi hanno affettuosamente rimproverato di aver tolto a volte le castagne dal fuoco dell'amministrazione. Naturalmente non tutte le scelte non sono state da me condivise. Mi sono limitato nell'ambito delle competenze consiliari a sollecitare il pronto invio di qualche proposta di deliberazione. Ho fatto sollevare a volte che vi erano scadenze di legge. Non mi sono mai permesso di criticare l'operato della Giunta o del sindaco". Di Rella, dunque, al momento, resterà nel Partito Democratico, ma è pronto a valutare i provvedimenti e "presentare emendamenti ove necessario".

Decaro auspica un cambiamento  della decisione, sottolineando la stima verso il presidente dimissionario: "Avevo pensato a lui come vicesindaco  - ha affermato - ma mi aveva detto che preferisca occuparsi del Consiglio comunale. Non abbiamo avuto problemi dal punto di vista personale o politico. Abbiamo fatto gli assessori insieme con Emiliano sindaco". Nel frattempo, però, la notizia rimbalza per i corridoi del Comune. Le opposizioni, in particolare, rendono l'onore delle armi a Di Rella: "Penso che per l'amministrazione comunale di Bari sia una gravissima perdita - ha affermato fabio Romito (CoR-Misto) - . Ha esercitato questo ruolo in maniera professionale e terza. Mi domando cosa potrà succedere alla macchina amministrativa dopo che una persona esperta come lui decide di dimettersi. Mi domanderei sulle ragioni di questo gesto. La maggioranza come intende attrezzarsi? Quando sceglieremo il nuovo presidente, il mio voto, in ogni caso, sarà ancora per Di Rella".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Irma Melini (ScelgoBari-Misto): "E' dato politicamente molto grave per il sindaco Decaro, se pensiamo che a lasciare la seconda carica del Consiglio comunale, riconosciuta anche da una significativa indennità economica, è il secondo consigliere eletto nel 2014 nelle fila del Pd. Una battuta di arresto importante per il primo cittadino, che forse ha sottovalutato le posizioni critiche, ma costruttive, assunte pubblicamente da Di Rella negli ultimi mesi.  Certo è che il Consiglio comunale perde un autorevole guida, proprio in un momento delicato di questa Amministrazione, con uno scollamento sensibile fra Consiglio e Giunta, e con un sindaco impegnato su più tavoli e più responsabilità. E, mentre parte il 'toto-voto' per chi diventerà Presidente del Consiglio, io temo che a pagarne saranno ancora una volta i baresi, che subiranno l'improvvisazione di una classe politica ormai al capolinea". Per Melchiorre (Fratelli d'Italia), "le dichiarazioni di Pasquale Di Rella non fanno altro che asseverare la narrazione che tutto il centrodestra fa da due anni a questa parte, ovvero che Decaro e la sua giunta non sono in grado di amministrare Bari".

Critico anche il M5S: "Il gesto - afferma il consigliere Sabino Mangano - mette in luce la rapida agonia dell'amministrazione, tra mal di pancia della maggioranza e un presidente che a breve giro ha mostrato un comportamento in controtendenza rispetto alla sua posizione politica. Ci aspettiamo grandi notizie sui papabili o le papabili alla Presidenza. In questi anni Di Rella è stato equo e ha garantito una par condicio dal punto di vista della gesitone dell'aula. Adesso ci ritroveremo uno o più componenti dell'attuale maggioranza all'opposizione?".

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