Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Digeronimo: la verità sull'Amtab

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Digeronimo: le cinque domande a Decaro e le criticità dell'Amtab


La candidata sindaco al Comune di Bari, Desirèe Digeronimo, al convegno su "La chimera del trasporto pubblico" pone cinque domande a Decaro sull'Amtab.
Partendo dalla legge del 30.07.10 n. 122 che ha normato sui compensi da corrispondere ai membri del consiglio di amministrazione dell'Amtab, "ne sarebbe dovuta derivare una riduzione dei compensi del dieci per cento, eppure ad oggi si registrano compensi molto alti. Si registra inoltre il mancato rispetto del tetto di spesa previsto per la remunerazione del personale a tempo determinato e a contratto di lavoro atipico nel 2013.
Non le sembra sospetto questo dato? Le sembra che rilevi una gestione un po' allegra dell'ente?
I requisiti previsti dal regolamento aziendale approvato dall'assemblea della società del 24.03.09 sono stati sempre rispettati nell'affidamento di incarichi esterni? O ci sono stati fenomeni anomali?
In merito alla gestione del parcheggi, qual é la destinazione dei proventi derivanti dai parcheggi stessi? Esiste un contratto di servizio con l'ente appaltante, così come previsto dalla legge?
Quali sono le procedure che l'Amtab SPA é tenuta ad eseguire allorquando procede all'acquisto di beni e servizi, ad esempio nel caso della fornitura del gasolio per auto trazione e riscaldamento? Si ravvisano anche in questo caso delle criticità, degli sprechi o dei favoritismi?".

Numeri alla mano, Savino Lasorsa ha smontato pezzo per pezzo la partecipata barese.

"Il mancato accantonamento del tfr, degli ammortamenti, del fondo di rotazione e del fondo di riserva per complessivi 20 milioni di euro circa, ha creato una situazione economica disastrosa che, aggiunta ai circa 9-10 milioni di euro di debiti verso i fornitori, e a un debito verso le banche di circa 3,5 milioni di euro oltre agli interessi passivi di circa 500 mila euro annui per un totale di 33, mettono a serio rischio l'azienda e mettono in difficoltà il pagamento mensile degli stipendi dei lavoratori", i numeri sciorinati da Savino Lasorsa nella sua relazione.
Lasorsa parla dello stato precario dell'officina e delle pessime condizioni strutturali dell'immobile, sede dell'Amtab e si chiede "Qual è il ruolo dell'organo di vigilanza? Cosa ha riscontrato l'ispettore del ministero delle finanze nella sua recente ispezione all'Amtab? Qual è l'efficienza amministrativa dell'amministrazione Emiliano di cui Decaro rappresenta la continuità? Quali azioni devono essere poste in essere dalla nuova amministrazione per rilanciare il trasporto collettivo?".
Innanzitutto bisogna cercare le risorse per rifinanziare l'Amtab perché a breve deve essere utilizzato il finanziamento regionale per il rinnovo parco mezzi e senza la disponibilità economica della quota spettante alla società si corre il rischio reale di perdere tale opportunità.
Nell'attuale quadro normativo, oggi che anche l'autorità dei trasporti è stata nominata, il primo passo si ritiene debba essere la definizione del costo standard del trasporto urbano del comune di Bari.
"La giungla dei corrispettivi esiste in Italia nel settore del tpl e fa ritenere ormai indispensabile pervenire ad una definizione dei costi standard da applicare nella determinazione del giusto corrispettivo da corrispondere all'affidatario diretto del servizio.
Con il costo standard sarà possibile definire i quantitativi dei servizi in km di percorrenza annua che l'amministrazione intende erogare in funzione delle risorse disponibili. Attualmente le risorse coincidono con i servizi minimi per un totale di 10 miliardi di km annui finanziati dalla regione puglia in ragione di 2,18 euro/km , corrispettivo invariato dal 1998 e che é fra i più bassi di Italia, il più basso tra le citta metropolitane. Bisognerebbe quindi aprire un serio confronto con la regione per aumentar il parametro dei servizi di tpl per abitante portandoli almeno a 20 milioni come Firenze o Bologna. Ciò comporterebbe circa 200 nuovi posti di lavoro oltre a una riduzione del traffico privato. Si dovrà procedere al ridisegno della rete urbana dei trasporti pubblici collettivi, nell'ambito di un piano per la mobilità, previsto dall'art. 36 del codice della strada obbligatorio per i comuni con popolazione superiore ai 30000 abitanti. Tale piano oltre a prevedere un insieme di interventi tesi al miglioramento della vivibilità della città, territorio trasporti mobilità, deve tener conto di tutte le modalità di spostamento essendo ormai pacifico che le varie modalità, pubbliche e private, collettive e individuali, debbano convivere e dare flessibilità al sistema".
E fondamentale, in una logica di integrazione di diversi modi di trasporto, la riprogettazione della rete di servizi su gomma di Amtab, ferma agli inizi degli anni 70 del secolo scorso, nonostante la successiva creazione di quartieri a forte insediamento residenziale. L'attuale rete risulta vecchia e non corrispondente a efficienti modelli organizzativi da corrette analisi origine-destinazione. Considerato che nella città di Bari l'offerta di trasporto su gomma costituisce la spina dorsale dei collegamenti di trasporto collettivo, la progettazione di una rete di corsie riservate per il trasporto pubblico e dei sempre dimenticati taxi, specialmente se dotati di impianti semaforici preferenziali, consentirebbe il conseguimento di risultati positivi sia per l'efficenza , sia per la fluidità e la velocità commerciale del trasporto pubblico. Tutto ciò permetterebbe all' Amtab di recuperare diseconomie esterne che unitamente ad una radicale riorganizzazione aziendale consentirebbe una riduzione dei costi di servizio stimati fino al 20-25 percento e ai tassisti di creare un maggiore sviluppo delle loro attività.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Digeronimo: la verità sull'Amtab

BariToday è in caricamento