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Crisi di governo e dimissioni Draghi, Emiliano: "Pasticcio enorme". Decaro: "Ai sindaci serve un interlocutore stabile"

Le reazioni del presidente della Regione e del sindaco e presidente Anci sull'attuale situazione politica nazionale. L'allarme di Decaro sull'urgenza dei temi da affrontare: "Senza ristori rischiamo di spegnere le luci"

"L'hanno fatta gigantesca tutti quanti, hanno fatto un pasticcio enorme e hanno messo nelle condizioni il Governo e il presidente Draghi di doversi dimettere, in un momento in cui c'erano troppe partite aperte per poter interrompere l'attività di Governo": così il presidente pugliese e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Michele Emiliano, ha commentato l'attuale crisi di governo e in particolare quanto accaduto ieri al Senato e la decisione, ribadita oggi di Draghi, delle dimissioni.

"Da destra a sinistra - ha detto Emiliano, le cui dichiarazioni sono riportate dall'Ansa - tutti hanno fatto un atto da campagna elettorale, non legato alle necessità del Paese, ma alla necessità di avere qualche deputato in più nel prossimo Parlamento, quindi li giudicherete sulla base delle loro finalità". "Se l'Italia nella formula dell'unità nazionale, fosse stata servita con maggiore generosità dalle forze politiche - ha continuato Emiliano - , anche facendo tra loro accordi forse difficili, complicati, innaturali, ma fatti nell'interesse dell'Italia, avrebbero fatto meglio. Hanno ancora tempo, speriamo che nella prossima legislatura non si giochi semplicemente come alle Olimpiadi a chi prende più medaglie ma a chi è in grado alla fine di portare l'Italia fuori dal guaio molto grosso nel quale si trova, essendo il Paese in maggiore difficoltà di tutta l'Unione europea". 

Sulla delicata situazione politica nazionale è intervenuto anche il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, che già la scorsa settimana aveva sottoscritto con altri sindaci un appello per chiedere a Draghi di non dimettersi. "Ci sono temi come l'attuazione del Pnrr, le risorse energetiche, l'aumento dei costi dell'energia che c'è bisogno di affrontare con un governo stabile. Rispettiamo le scelte che hanno fatto le forze politiche e i gruppi parlamentari, ci rimettiamo alle decisioni del presidente Mattarella", ha detto, come riporta l'Ansa, Decaro. "Se si dovesse andare a votare a breve, come sembra - ha aggiunto - , speriamo che ci sia un governo stabile, indipendentemente dal colore politico, che possa interloquire con i sindaci che devono dare attuazione a quelle risorse, anche attraverso ulteriori semplificazioni delle fasi autorizzative, altrimenti non riusciremo a rispettare l'impegno di spendere le risorse entro il 2026". Il primo cittadino barese, in particolare, ha lanciato un allarme relativo alle difficoltà con cui si trovano a fare i conti le amministrazioni comunali: "Rischiamo tra un mese di dover staccare l'energia elettrica della pubblica illuminazione o tra qualche mese di non poter attivare i riscaldamenti nelle scuole, per gli aumenti che stanno progressivamente incrementando la spesa di bilanci comunali che quella spesa non se la possono permettere. C'è una legge finanziaria di cui abbiamo bisogno per ridurre i costi dell'energia, le famiglie, le aziende e i Comuni, perché anche noi attendiamo risposte da questa legge di bilancio, a partire dai ristori per l'incremento dei costi energetici".
 

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