Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

Direzione Pd: “Vendola non ci divida”. Balducci: “Mancano i soldi”

Ancora tensione in via Re David. Il tesoriere: "Stop ai rimborsi per i vertici del partito"

“Nessuno osi strumentalizzare il Pd”. Questa la conclusione della direzione regionale del Partito democratico, svolta ieri pomeriggio in via Re David. Michele Emiliano ha ribadito come Nichi Vendola abbia agito in totale autonomia nella composizione della nuova giunta regionale. Ipotesi sostanzialmente rigettata da Guglielmo Minervini, che ha accusato il presidente del partito di aver soverchiato la segreteria regionale nel dialogo con il governatore. Nonostante il presidente della Regione abbia licenziato un comunicato stampa in cui ribadiva l’assoluta autonomia nelle scelte, in pochi sono disposti a credergli, anche in ragione delle parole rilasciate il giorno prima all’interno di una intervista ad un noto quotidiano locale. Il filo rosso degli altri interventi è stato quello di evitare strumentalizzazioni o giochi al massacro. “Vendola cerca di dividerci, ma non deve riuscirci”, ha dichiarato in un animato intervento l’ex senatore Giovanni Procacci, che ha invitato ad elaborare una lista d’impegni precisi (tra cui il rilancio dell’occupazione) con cui il Pd dovrà dimostrare che in quest’ultimo spezzone di esecutivo ha voglia d’impegnarsi su questioni concrete, di cui dar conto ai cittadini nei prossimi appuntamenti elettorali.

Ma la notizia di ieri riguarda le casse del partito. Il tesoriere Pierluigi Balducci ha affermato come, stante l’attuale situazione di cassa, “sarà difficile poter pagare il fitto e le buste paga dei dipendenti oltre questo mese”. Tra le proposte individuate da Balducci figurano la sospensione totale dei rimborsi spese in favore del tesoriere, del presidente e del segretario; il dimezzamento dei costi del personale con il licenziamento di 2 unità su 6 con la contestuale trasformazione part-time degli altri contratti. A tutto ciò si dovrebbe aggiungere un contributo iniziale di 30mila euro per gli eletti al Parlamento, che sarebbe decurtato di 10mila euro laddove la legislatura non dovesse durare più di due anni.  Sergio Blasi ha accolto i suggerimenti e ha comunicato che la prossima settimana convocherà una direzione per affrontare l’argomento. 

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