Domenica, 14 Luglio 2024
Politica

La Regione Puglia approva la legge sui diritti Lgbtqia+ e contro le discriminazioni di genere: "Passo importante"

La presidente dell'assemblea, Loredana Capone: "Abbiamo voluto una legge contro le discriminazioni e contro la violenza, affinché ciascuno e ciascuna si sentano liberi di amare chi vogliono e vedano riconosciuti gli stessi diritti"

E' stata approvata dal Consiglio regionale della Puglia, dopo un lungo iter e tentativi avviati già nella precedente legislatura, la legge per i diritti Lgbtqia+ e contro la violenza di genere. L'assemblea regionale ha detto sì al provvedimento approvando un subemendamento sostitutivo della legge, 'aggirando' così i 321 emendamenti presentati dal centrodestra ed evitando rischi di ostruzionlismo. 

La norma attraverso l’attivazione di una serie di servizi e attività garantisce il principio di pari opportunità e di pari trattamento in riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alle variazioni nelle caratteristiche di sesso.

"Questa legge è un bel passo in avanti - ha detto il governatore Michele Emiliano -  Quanta strada abbiamo fatto in questi anni insieme alle associazioni e a migliaia di cittadine e cittadini per rendere la Puglia una regione più consapevole e inclusiva. La legge che abbiamo approvato intende rimuovere gli ostacoli che limitano l’accessibilità ai diritti e vuole contrastare ogni forma di discriminazione basata sul genere e l’orientamento sessuale attraverso la conoscenza, la cultura, l’inclusione. Ho avviato l’iter per una legge contro l’omotransfobia nel 2016 perché era un preciso impegno del nostro programma. Ci è voluto tempo, ma finalmente il Consiglio ha costruito un consenso ampio dentro la maggioranza e spero anche fuori. Una bella giornata, nella quale abbiamo realizzato ciò che ci eravamo impegnati a fare” ha concluso Emiliano.

Soddisfatta dell'approvazione la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone: "Oggi - rimarca - è una bella giornata per la Puglia. Il Consiglio segna un passo importante nel rispetto e la tutela dei diritti. Abbiamo fatto quello che il governo nazionale non ha voluto fare bocciando la legge in Parlamento - aggiunge - Abbiamo voluto una legge contro le discriminazioni e contro la violenza, affinché ciascuno e ciascuna si sentano liberi di amare chi vogliono e vedano riconosciuti gli stessi diritti. Nello stesso tempo proponiamo di intervenire sulla prevenzione con l’educazione nelle scuole attraverso percorsi socio educativi e socioaffettivi  che mirano ai valori dell'accoglienza, del rispetto di ogni persona senza alcuna differenza. Per rendere operativa questa attività la Regione promuoverà corsi di formazione e aggiornamento anche  per gli insegnanti. Ci rendiamo conto che una legge non è sufficiente da sola a cambiare il modo di vivere ed educare che troppo spesso sfocia in violenza. Ma serviva un indirizzo, un simbolo, una bandiera"." Davanti ad una società che cambia - conclude - le istituzioni e la politica devono creare le condizioni affinché tutti possa esprimere liberamente la propria persona. E questo in Puglia oggi è stato fatto”.

Critiche, invece, dal centrodestra: "La maggioranza di centrosinistra - spiegano in una nota il capogruppo Fdi Francesco Ventola e i consiglieri regionali Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro - approva una legge, quella sulla parità di genere, che ha come principio base la ‘tolleranza’, ma poi si sottrae al confronto con le opposizioni! Insomma, una legge contro le discriminazioni sessuali approvata mettendo in pratica la discriminazione politica. È questa l’idea che si ha del rispetto dell’opinione altrui? Il tutto solo perché all’interno della maggioranza c’è stata la corsa ad appuntarsi una medaglietta da sfoggiare al cospetto della leader Schlein, nella speranza di acquisire qualche ‘credito’ di candidatura in vista delle prossime regionali. Tutti coloro che da questa legge si sentono ‘più tutelati’ lo sanno di essere stati praticamente dei birilli nelle mani di una politica che li ha utilizzati solo per fare ulteriore carriera??? Perché domani i titoloni dei tg e dei giornali possano arrivare rimbombanti nelle segreterie romane e far passare la Regione Puglia come quella che spinge l’acceleratore sulle politiche di sinistra e quindi è capofila di nuovi diritti, tranne uno: dare la parola alle minoranze.

Il dispositivo legislativo, di cui è primo firmatario il consigliere regionale Donato Metallo (Pd), è stato sottoscritto da numerosi altri consiglieri del Pd, M5s, Con, Per la Puglia e Misto.  Tra i principi e le finalità dell’intervento è richiamata in particolare l’importanza di prevenire e contrastare le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere o dalle variazioni nelle caratteristiche di sesso, affermando l’impegno attivo della Regione per far crescere la cultura della non discriminazione e perché tutti abbiano la possibilità di essere se stessi esprimendo liberamente il proprio orientamento sessuale, la propria identità di genere o condizione intersex. La legge promuove specifiche politiche del lavoro, di formazione e riqualificazione professionale, di inserimento lavorativo, oltre che attività volte a garantire la parità di accesso al lavoro.  In particolare, viene richiamata l’attuazione dell’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216 (Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro), il quale stabilisce che il principio di parità di trattamento senza distinzione di orientamento sessuale «si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato», con specifico riferimento alle seguenti aree: accesso  all’occupazione e al lavoro, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzione; occupazione e condizioni di lavoro, compresi gli avanzamenti di carriera, la retribuzione e le condizioni del licenziamento; accesso a tutti i tipi e livelli di orientamento e formazione professionale, perfezionamento e riqualificazione professionale, inclusi i tirocini professionali; affiliazione e  attività  nell'ambito  di  organizzazioni  di lavoratori,  di  datori  di  lavoro   o   di   altre   organizzazioni professionali. A tal proposito, si impegna la Regione a realizzare attività di sensibilizzazione delle imprese operanti sul territorio regionale affinché si dotino delle certificazioni di conformità agli standard di responsabilità sociale. 

La legge, inoltre, prevede che la Regione promuova attività di formazione e aggiornamento per gli insegnanti e per tutto il personale scolastico, nonché per i genitori, in materia di pari opportunità, valorizzazione delle differenze, contrasto degli stereotipi e prevenzione del bullismo e cyber-bullismo motivato dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere o da variazioni nelle caratteristiche di sesso. Prevede, altresì, interventi, a favore degli studenti e delle studentesse in ambito scolastico e universitario. Si stabilisce la promozione, anche mediante la collaborazione con le associazioni e le organizzazioni del “terzo settore”, di eventi sociali e culturali il cui fine sia quello di sensibilizzare al rispetto delle persone, quale che sia il loro orientamento sessuale, identità di genere o condizione intersex, per la diffusione della cultura dell’integrazione e della non discriminazione. Vengono disposti interventi in materia socio-assistenziale e socio–sanitaria di informazione, consulenza e sostegno in favore delle persone omosessuali, transessuali, transgender e intersessuate, nonché delle loro famiglie, e prevede la promozione di percorsi di formazione specifica rivolta agli operatori del settore. In particolare, la Regione garantisce fin dalla nascita il diritto alla integrità fisica delle persone che presentino variazioni nelle caratteristiche sessuali. È previsto che la Regione promuova il soccorso, la protezione, il sostegno e l’accoglienza alle vittime di discriminazione o di violenza commesse in ragione del loro orientamento sessuale, della loro identità di genere o di una variazioni nelle caratteristiche sessuali, in coerenza con la normativa europea, nazionale e regionale vigente.

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