Elezioni Politiche 2018, Azzone corre per il Senato con LeU: "Lavoro e tutele per i cittadini fragili"

L'esponente del partito guidato da Grasso è candidato nell'uninominale per Palazzo Madama che comprende il capoluogo e l'immediato hinterland

La partita per il collegio uninominale del Senato che comprende Bari Città e gli immediati dintorni, vede Liberi e Uguali, schierare Andrea Azzone, avvocato dei lavoratori, esperto nel settore sindacale e delle vertenze. Il partito guidato da Piero Grasso, in Puglia, può ottenere un buon risultato, cercando di rappresentare un'alternativa a Sinistra rispetto al Pd. La strada, però, passa innanzitutto per la mobilitazione al voto: "Mi preoccupa -  dice il candidato - l'allontanamento dalle urne. In molti provano rabbia perché la politica non ha dato loro risposte. Questo sentimento va trasformato in un segnale politico, senza far amministrare il Paese a pochi. Indirizzare il voto a Sinistra è una possibile soluzione".

"Jobs Act dannoso"

LeU punta, innanzitutto, sulle tematiche del lavoro e sulla difesa delle classi più 'fragili': "Qualcuno - afferma Azzone - ci ha illusi che con le tutele crescenti ci sarebbe stata più occupazione. Mi pare che il Jobs Act vada a favorire solo la parte datoriale. La gente non ha più la certezza del proprio posto, si vive spesso appesi a un filo che può essere reciso subito. Bisognerebbe andare verso un contratto unico a tempo indeterminato, fermo restando che il datore possa avere la necessità di provare il lavoratore per un periodo. I contratti a tempo limitato potrebbero andare bene con gli impieghi stagionali. Dovrebbe essere solo un'eccezione. Sarebbe utile anche anche reintrodurre l'articolo 18".

"No alla soluzione Minniti sui migranti"

La campagna elettorale vede al centro il tema criminalità, collegato all'immigrazione: "La sicurezza - spiega Azzone - non può passare attraverso la paura dell'altro. La Puglia ha nel dna l'accoglienza, basta pensare alla Vlora e a don Tonino Bello. I migranti meritano un aiuto perché sono vittime di una legge chiamata Bossi-Fini, la quale consente l'ingresso in Italia solo con un regolare contratto di lavoro, una norma per certi versi incredibile. Per noi di LeU non va giù neppure la soluzione Minniti che vuole tenere il problema lontano dagli occhi, contribuendo che queste persone restino in 'galere' a migliaia di km di casa nostra. Non parliamo di Salvini che ha sostituito la parola terroni con migranti, parlando semplicemente alla pancia del Paese e anche dei meridionali".

"Pd? Ora c'è il partito di Renzi"

La sfida interna alla Sinistra ha creato lacerazioni là dove c'era un partito capace di prendere anche il 40% qualche anno fa: "Se parliamo del Pd, ormai è rimasto poco di quello previsto dai fondatori. Adesso c'è il PdR, il partito di Renzi, leader che se avesse perso il referendum costituzionale si sarebbe allontanato definitivamente dalla politica. Noi rappresentiamo la risposta credibile per una Sinistra che vuole rimanere tale, con candidature anche collegare al territorio".

"I sondaggi? Tutto si deciderà il 4 marzo"

Gli altri avversari, invece, corrono verso destra, almeno a leggere i sondaggi: "Bisogna vedere - sostiene Azzone -  quanto saranno attendibili, considerando una nuova legge elettorale e il fatto che molti italiani non abbiano ancora scelto se andare a votare no. Ci sarà una buona fetta dell'elettorato che determinerà tutto solo il 4 marzo. Non sottovalutiamo l'intelligenza degli italiani. I 5 Stelle? L'uno vale uno è una parabola perché tutto avviene nelle segrete stanze della piattaforma Rousseau. Il centrodestra ha invece candidato anche persone che rappresentano il peggio e non hanno alcun legame con il territorio. Il voto a Destra è un problema anche per gli stessi elettori, confusi tra scegliere quello simil-democrstiano e affarista di Berlusconi e quello razzista di Salvini. Rappresentano uno schieramento di partiti insieme solo per opportunismo".

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