Sabato, 19 Giugno 2021
Comunali Bari 2014

Ballottaggio, finisce a colpi di querela. Di Paola contro Decaro: "Non sono indagato"

Il candidato del centrodestra denuncia lo sfidante per alcune affermazioni fatte durante un confronto televisivo e contrattacca, ricordando il processo di appello che attende Decaro: "Se condannato, per la legge Severino dovrà essere sospeso". La replica: "E' falso, tenta di inquinare il voto"

E finì a colpi di querela. A poche ore dal ballottaggio che definirà il prossimo sindaco di Bari, Domenico Di Paola ha deciso di querelare il suo avversario Antonio Decaro. Il perché è presto detto. Il candidato sindaco del centrosinistra, nel corso di un confronto televisivo, ha ribadito che Mimmo Di Paola è indagato, dichiarandosi disponibile ad accettare una querela se non fosse vero. All’inizio l’ex amministratore unico di Adp sembrava non intenzionato a farlo, ma alla fine ha deciso di prender carta e penna e procedere.

Lo stesso Di Paola, nella ricostruzione dell’accaduto, si è poi soffermato sulla domanda che una ragazza ha formulato a Decaro rispetto a cosa avesse intenzione di fare “laddove dovesse essere condannato nel processo di appello che lo vedrà imputato per abuso d’ufficio”. “Ciò  - ha aggiunto Di Paola – in ragione della circostanza che una condanna di Decaro ai sensi degli articoli 10 e ss. della legge Severino gli comporterebbe, laddove fosse stato eletto sindaco, la sospensione della carica per un periodo di 18 mesi e la decadenza in caso di condanna definitiva”.

Pronta la risposta di Antonio Decaro, che rimprovera all’ex amministratore di Aeroporti di Puglia di parlare “senza conoscere i fatti” con l’aggravante, questa volta,  di “diffondere una notizia falsa nel tentativo di inquinare il voto”. “A Di Paola -  sottolinea Decaro - sarebbe bastato leggere il testo di quella legge (art. 10, lett. c) per accorgersi che non prevede affatto il reato di tentato abuso d’ufficio, ma solo i delitti contro la pubblica amministrazione consumati, cioè effettivamente commessi”.

Il neodeputato del Pd, vincitore nel primo turno delle comunali baresi, ha ricordato che “ad oggi c'è un solo provvedimento assunto nei miei confronti da un giudice, ed è quello che ha stabilito la mia innocenza. Al contrario l'ingegner Di Paola dichiara di attendere "di essere prosciolto da circa 7 anni”, perché effettivamente il processo nel quale era imputato per corruzione non si è concluso con una decisione nei suoi confronti”. “Dunque è lui ad essere in attesa di una sentenza, mentre io sono stato già assolto, almeno in primo grado”.

Controreplica di Di Paola: "Antonio Decaro non sa quel che dice. La Severino non distingue tra reato consumato e reato tentato ma fa solo riferimento all'articolo del codice che rubrica l'abuso d'ufficio. Il resto sono solo arrampicate sugli specchi.  Non è comunque questo il tema ma la querela nei confronti di Decaro".

La querela di Di Paola si aggiunge a quella Francesco Schittulli ad Emiliano sulla vicenda di Villa Roth. Senza dimenticare che il candidato sindaco del centrodestra aveva già querelato il sindaco di Bari per la vicenda dei compensi percepiti nel corso della sua attività di amministratore agli Aeroporti di Puglia. Insomma una collezione di reciproche accuse che culmineranno davanti ad un giudice che stabilirà chi ha ragione.

Nel frattempo oggi ultimo giorno della campagna elettorale e poi spazio al silenzio: il modo migliore per affrontare il turno di domenica prossima che stabilirà il prossimo sindaco di Bari.

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