Venerdì, 30 Luglio 2021
Comunali Bari 2014

Comunali, Forza Italia in pressing su Schittulli. Ma l’oncologo vacilla

Spaccatura sempre più netta nella coalizione. Di Paola va avanti, Cassano aspetta le mosse di FI. Il Presidente della Provincia in dubbio se optare per la candidatura a sindaco

Divisione accertata e incassata come irrisolvibile. Il centrodestra è spaccato e le tensioni tra Forza Italia e gli alfaniani di Ncd sono tali da rompere ogni ipotesi di ricompattamento.

Se n’è fatta una ragione Mimmo Di Paola, che fino a pochi mesi fa sembrava aver risolto ogni dissapore attorno alla sua candidatura. Ma così non è stato. E ora l’ex amministratore unico di AdP (accusato da Emiliano di aver incassato nella sua gestione aeroportuale soldi impropri, ndr) si ritrova a contare solo sulla sua lista "Impegno Civile". Massimo Cassano è pronto a trasferire il suo sostegno, ma a patto che Forza Italia si sfili dalla coalizione.

Il nome più accorsato tra i berlusconiani è quello di Francesco Schittulli che non ha ancora sciolto la riserva. La pressione sul presidente della Provincia arriva dai vertici nazionali di Forza Italia, in primis da Raffaele Fitto. L’oncologo barese è dubbioso e gli elementi che lo fanno vacillare sono diversi: tempi stretti, campagna elettorale da costruire in fretta e furia, assenza di un sostegno politico trasversale e messa in discussione di Di Paola, a cui pochi giorni fa aveva promesso pieno supporto.

Schittulli non ha mai nascosto il suo interesse per la poltrona di presidente della Regione Puglia, ma ora il quadro politico è cambiato e a lui si chiede un atto di coraggio. Il sostituto potrebbe essere Filippo Melchiorre (Fratelli d’Italia) che fino a qualche giorno fa era forte di un accordo con Di Paola per rivestire la carica di vicesindaco, opzione sgradita al Nuovo centrodestra di Massimo Cassano, che rivendica maggiore visibilità soprattutto in forza di un numero di consensi che sondaggi vogliono assai cospicuo.

Insomma nella coalizione dei moderati aleggia il fumo dell’incertezza e di una spaccatura che rischia di sancire una frattura difficile da ricomporre. “Se si andrà al ballottaggio tutto si ricompatterà”, sussurra qualcuno. E chissà che questa divisione abbia il solo scopo di pesarsi elettoralmente per poi stabilire chi potrà assumere il pallino delle decisioni sulle cariche. Ma l’impressione generale tra i fedelissimi di centrodestra è che si stia commettendo l’ennesimo errore strategico.

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