Giovedì, 29 Luglio 2021
Comunali Bari 2014

Comunali, Palmisano: "Molti candidati? Parecchi cercano solo celebrità"

L'ideatore del manifesto per Bari, candidato nelle liste di Sel: "Troppi alla ricerca spasmodica di un palco, segno della crisi delle liste civiche più che dei partiti"

La campagna elettorale è agli sgoccioli. Il suo percorso di avvicinamento è iniziato molto tempo fa, con il lancio del Manifesto per Bari. Se dovesse tracciare una linea, si ritiene soddisfatto del ruolo che assunto questo soggetto all'interno del dibattito prelettorale?

"Sono soddisfatto, sì. In primo luogo perché l'esperienza di Manifesto per Bari è stata utile se non determinante per costruire il programma della coalizione di centro-sinistra e di Decaro. In secondo luogo perché questo ci ha consentito di muoverci con grande padronanza di argomenti in una campagna piuttosto ambigua. Il risultato racconterà anche questo, al di là delle detrazioni che ci sono sempre e delle invidie sulle quali molti vogliono misurare il loro consenso".

Le scorse primarie furono contrassegnate da un grande alone di sospetto. In molti gridarono alle infiltrazioni. Cosa accadrà in queste elezioni?

"Ci sono candidature cacofoniche che non credo aggiungeranno quantità esorbitanti alla coalizione. Preferisco continuare a costruire una città democratica e complessa, al di là delle promesse e dei ricatti che molti candidati fanno circolare negli ambienti popolari. Non credo si possa edificare una città differente da quella attuale contando solo sui numeri, ci vuole testa e cuore, intelligenza e interesse generale, ma anche una forte capacità di denuncia, di sintesi e di progetto".

In città non pochi cittadini segnalano l’eccessivo numero di candidati tra Comune e Municipi. Ci si candida per impegnarsi o per trovare lavoro?

"Ci si candida spesso per avere tre settimane di celebrità, manco far politica significhi entrare in un reality. Piuttosto ridicola, come scelta, ma è legittima in un'epoca che vede l'Italia intera appiattita ancora su leaderismi farlocchi e seduta sulla polveriera della crisi. Più che ricerca di lavoro, c'è ricerca spasmodica di un palco, di una foto, di un passaggio sulla stampa o sulla bocca del proprio vicinato. Un fenomeno interessante che segnala la crisi delle liste civiche, più che dei partiti, un'inversione netta di tendenza rispetto a qualche anno fa che appiattisce il dibattito elettorale di strada sul pettegolezzo".

Le prime tre cose che il prossimo sindaco dovrebbe fare…

"Ne dico quattro. Riordinare il sistema scolastico con un Piano Comunale dell'Offerta Formativa, con grande partecipazione delle scuole, pubbliche e paritarie e private, dei genitori, degli studenti e di chi ci lavora. Un piano per il lavoro, di rilancio occupazionale con investimenti seri nelle infrastrutture, nella zona industriale, nel commercio, nell'attrattività turistica e culturale. Un sistema metropolitano della cultura che intercetti quanti lavorano nel settore a vario titolo, e sono tantissimi. Sostenere ancora di più quanto fatto bene nel welfare cittadino, con maggiore preoccupazione per la fascia degli adolescenti e degli anziani in salute che vogliano mettersi al servizio della città".

Lei fece un appello a tutti i candidati sindaco, chiedendo loro di presentare la lista della giunta. Ad accoglierlo è stata solo Desiree Digeronimo che ha indicato alcuni nomi. Sarà il solito manuale Cencelli a decidere la squadra di governo?
 
"Mi auguro che il manuale venga rottamato, perché di persone capaci ce n'è, non tante ma ce n'è, e di capacità politiche pure. Vedremo cosa avverrà. Preferisco scelte partecipate con la cittadinanza, che intercettino il favore del bisogno, non della pretesa di questa o di quell'altra lista o partito. Poi sarà il sindaco a decidere, e sono certo che saranno scelte opportune e ponderate".

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