Martedì, 27 Luglio 2021
Comunali Bari 2014

“Il Comune diventerà una casa di vetro”. La Bari di Desirèe: “Spazio alle eccellenze”

Il magistrato prosegue la campagna elettorale in vista delle amministrative: "La città non ha risolto i problemi ed è senza visione del futuro. Il Documento preliminare al Pug è vecchio di 20 anni. Vogliamo più trasparenza, legalità ed etica nella politica"

“Farò del Comune di Bari una casa di vetro” riportando “etica nella politica, trasparenza e legalità”. Il viaggio di Desirèe Digeronimo non conosce soste, tra progetti, incontri con i cittadini e messa a punto del programma in vista dell'appuntamento elettorale che segnerà un passaggio dopo i 10 anni dell'era Emiliano. Avventura inedita ma allo stesso tempo “meravigliosa” per il magistrato, fuori dai partiti tradizionali, con l'appoggio di 4 liste (Riconosciamo Bari', 'Desideriamo Bari', 'Rifondazione Italia per la legalità' e 'Giovani in movimento') e l'obiettivo di portare una nuova aria a Palazzo di Città: “Sto trovando tantissimo affetto – rivela Digeronimo - e desiderio di cambiamento, oltre che molta disponibilità all'ascolto, un po' perché non sono appartenente a un partito”.

Grinta e voglia di rimettere a posto Bari cercando di intercettare le esigenze dei suoi abitanti, ben sapendo che c'è molto da fare: “La città – ritiene Digeronimo - non ha risolto i problemi e non ha una visione del futuro. L'attuale amministrazione ha progettato molto, ma senza tradurre ciò in azione completa, poiché vittima di cappi e lacci alla base della concezione lobbystica della politica. Gli interessi particolari hanno prevalso su quelli della collettività”. Il punto di vista della candidata sindaco non è né da destra, né da sinistra, bensì proponendosi “ai cittadini che vogliono diventare protagonisti del loro tempo”. Il programma, condiviso dalle liste attraverso la sottoscrizione di una carta valoriale, mette al centro il taglio dei sprechi e la razionalizzazione delle risorse assieme a una burocrazia più snella ed efficiente: “No ai privilegi e alle clientele – afferma Digeronimo -. Puntiamo al rilancio dell'economia cittadina attraverso sviluppo e crescita, valorizzando le eccellenze e le persone migliori del territorio con un'azione sinergica nelle principali aree di intervento , ovvero turismo, cultura, commercio e mobilità, per una città ecosostenibile e più bella”. Da un angolo di visione femminile, praticamente inedito per un candidato sindaco di Bari, possono venire fuori prospettive differenti: “Se si avesse una città a misura di donna si avrebbe una città a misura di tutti, bambini, ragazzi, uomini, donne ed anziani. Nel caso venissi eletta ci saranno tante donne al mio fianco”.

Il magistrato nelle scorse settimane ha analizzato le carte, consegnatele dal sindaco, del Documento preliminare di programmazione relativo al prossimo Piano Urbanistico Generale, rilevando aspetti critici e punti di debolezza: “Personalmente – spiega – mi ha lasciato qualche perplessità in merito alle volumetrie delle costruzioni. Ho trovato una concezione monolitica di Bari. Mi immagino invece una città nella quale ogni singolo quartiere abbia una forte identità, una vocazione polifunzionale condizionata da infrastrutture, tecnologia e mobilità e dove ci sia un rapporto con il suo mare. Il dpp sembra frutto di un'urbanistica vecchia di 20 anni”. Digeronimo ha anche la sua idea per alcune delle grandi questioni urbanistiche baresi, come ad esempio il suo rapporto col mare (“vorrei una costa che sia il cuore della città”) e l'unificazione delle sedi giudiziarie: “Sono favorevole – dichiara il magistrato – e il Libertà può essere tranquillamente rigenerato con altro. Nel vecchio Palazzo di Giustizia mi immagino un centro culturale, un museo, un polo di arti visive che valorizzi il territorio con percorsi turistici e di vivibilità”.

Tra proposte e idee di una campagna elettorale che va sviluppandosi giorno dopo giorno, Digeronimo usa un linguaggio schietto nei confronti dei propri avversari principali, rivendicando, senza cercare la polemica, il suo essere diversa dalle logiche 'tradizionali' della politica: “Personalmente – rivela il magistrato - non ho nulla contro Di Paola e Decaro ma ritengo che la città non abbia bisogno di sindaci come loro. Il primo è un manager pubblico il quale non saprebbe ritrovare l'anima della città. In lui c'è un grande conflitto d'interessi e ha partecipazioni in società che hanno appalti con Comune e Regione. A Bari serve un sindaco che sappia dire di no. Per quanto riguarda il secondo, non lo vedo adatto perché è in continuità con l'amministrazione attuale che non ha risolto tanti problemi; Emiliano è una persona di grande esperienza e con caratteristiche di eccellenza che credo non abbia Decaro, pertanto certamente non potrebbe fare meglio”.

Digeronimo si sente invece molto più vicina a Pietro Petruzzelli: “E' un politico molto capace. Bada al sodo e ha avuto coraggio e intraprendenza, ma appartiene a un sistema che non gli lascerà fare ciò che andrebbe fatto”. Confronti a parte, il percorso verso maggio è ancora molto lungo. Nonostante tutto, Digeronimo ha già in mente cosa fare in caso di elezione. “Istituirei – spiega – un tavolo di concertazione tra istituzioni e cittadinanza per ascoltare le necessità. Nominerò un responsabile anticorruzione e un'immediata rivisitazione di tutti i costi del Comune al fine di abbassare la pressione fiscale e distribuire le risorse per i cittadini”.

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