Comunali Bari 2014

Comunali, Cataldo: "Nessuna sconfitta di SeL, ma ora va unita la sinistra"

Il segretario regionale del partito all'indomani della tornata elettorale del 25 maggio: "Troppe liste civiche in campo, ma noi abbiamo apportato un contributo significativo alla coalizione". Regionali 2015: "Ci siamo anche noi, mi auguro anche con un nostro candidato alle primarie"

Segretario Cataldo, come giudica il risultato di Sel alle comunali? Ci permetta qualche dato: guardando i consensi siete in decima fila, con una sottrazione di circa 1700 voti rispetto alla scorsa tornata elettorale…

"Un dato comprensibile e secondo me da non leggere come una sconfitta. Al contrario ritengo che SeL abbia dimostrato di apportare un contributo significativo non solo nella lista Tsipras, ma soprattutto nelle comunali, dove a fare la differenza sono state le tante liste civiche che hanno di fatto drenato in chiave dispersiva molti voti".
 
Fa riferimento anche alla lista Convochiamoci per Bari?

"Sicuramente all’interno di quella lista c’erano persone appartenenti ad un’area di riferimento a noi molto prossima, basti pensare che  alle europee hanno sostenuto come noi Tsipras.  Sel ha provato a costruire un unico soggetto politico a sinistra ma la divaricazione generata dal sostegno o meno alla coalizione di centrosinistra è stata insanabile. Se andassimo a sommare i voti di Convochiamoci per Bari con Sel è possibile vedere che arriviamo a superare quanto raccolto nelle precedenti elezioni. Detto questo siamo contenti di aver sostenuto Decaro e lo faremo anche in vista del ballottaggio".

Avete eletto Pierluigi Introna e Fabio Losito, nella scorsa legislatura rispettivamente consigliere comunale e assessore al Diritto allo Studio. Non pochi vi accusano di mancato rinnovamento della classe dirigente. Cosa risponde?

"Rispondo che sia Pierluigi che Fabio sono due figure giovani ma con un bagaglio di esperienze che ci permette di apportare un contributo di valore anche alla prossima legislatura. Anche noi stiamo vivendo un ricambio generazionale e nessuno ci può accusare di sostenere le solite facce. Basti pensare ai Municipi, dove Sel ha dato grande prova di sé".

Passiamo alle Europee. Per un pugno di voti Eleonora Forenza di Rifondazione le ha soffiato il posto di deputato a Strasburgo. Il fatto che il partito di Ferrero raccolga un consenso così netto in Molise, Calabria, Campania e  Abruzzo non le fa pensare che Sel stia perdendo appeal nel campo della sinistra?

"C’è stato un testa a testa nel Sud, ma siamo contenti del risultato acquisito. Abbiamo messo in campo tante energie fresche ed è chiaro che un po’ del nostro consenso si è frammentato. Non volevamo militarizzare il voto, ma mettere a disposizione della lista Tsipras individualità capaci di apportare linfa nuova al progetto politico. Nel Centro Italia ha vinto un esponente di Sel, quindi credo che alla fine la divisione della rappresentanza sia ben equilibrata".

Ora siete di fronte ad un bivio: soggetto unico con il Pd o avvio di un percorso fondativo verso un nuovo partito socialista sul modello greco?

"Sono contrario al soggetto unico con il Pd e non sono convinto delle tesi dell’amico Gennaro Migliore. Rischiamo di far annegare la nostra identità politica. Il Pd ha vinto queste elezioni e ne prendiamo atto. Le alleanze vanno valutate attentamente di volta in volta proprio perché il governo non è un fine ma un mezzo. Noi abbiamo in questi anni maturato sia esperienze di governo che di opposizione ed ora dobbiamo farci carico di unire tutte le forze della sinistra per costruire un soggetto politico forte. Il percorso è appena iniziato".

Regionali: Avrete un vostro candidato alle primarie?

"Perché no? Anzi me lo auguro . Però vorrei discutere su quali primarie organizzare, perché se dovessero essere un mero esercizio di conta potrebbero non servire a niente; le recenti esperienze di Bari e Foggia lo dimostrano in modo inequivocabile. C’è chi già dal 2010 ha deciso di candidarsi alla Regione Puglia, noi abbiamo di fronte obiettivi importanti e di sicuro non ci faremo trovare impreparati anche perché forti dell’esperienza di governo di Vendola".  

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