Martedì, 15 Giugno 2021
Comunali Bari 2014

Paccione: "Emiliano lascia una città presa d’assalto dalle lobby"

Intervista al candidato di #convochiamociperbari: "Nei prossimi anni sarà importante arginare quanti vorranno continuare a costruire impedendo una vera rigenerazione urbana della città". "Disponibili a dialogare con il centrosinistra, ma partendo da una sana autocritica per questi anni di governo"

Come si sta preparando a questa avventura elettorale?

"Di certo non in modo solitario, ma accompagnato dalla volontà di un gruppo di persone che ha voglia di iniziare un cammino unitario di rinnovamento della città. La mia è una candidatura collettiva che ha le sue radici nel patrimonio valoriale e culturale della sinistra".

A Bari si conclude il decennio Emiliano. Qual è il suo giudizio?

"Certamente non buono. E’ una città che nel corso di questa stagione amministrativa ha visto un indebolimento della sua identità collettiva, dove la tensione alla costruzione del bene comune è stata presa d’assalto da interessi lobbistici e da una visione verticista dell’agire politico-amministrativo".

Quando parla di interessi lobbistici a chi si riferisce?

"Mi riferisco in particolare all’urbanistica di questa città. Pensiamo a quanto accaduto a Poggiofranco con la costruzione di palazzi realizzati in un'area inizialmente destinata a servizi per la residenza e cioè ad uffici, giardini e parchi. Io credo che Bari abbia bisogno di essere liberata da interessi economici di questo tipo per iniziare un percorso di profondo rinnovamento. Nel caso dell’urbanistica abbiamo bisogno di iniziare a programmare un tracciato di vera rigenerazione urbana. Noi di #convochiamociperbari riteniamo che il passaggio istituzionale del prossimo Piano Regolatore sia decisivo per costruire la fisionomia di una città riqualificata, inclusiva e sostenibile. Sarà importante arginare quanti  vorranno proseguire l’opera di costruzione sottraendo alla collettività ampie porzioni di territorio".

Il centrosinistra ha da poco finito le primarie per sceglier eil candidato sindaco. Tante le polemiche per il sospetto dell’inquinamento. Da uomo di sinistra che idea si  è fatto?

"Sono primarie che testimoniano l’implosione della forma partito. Le primarie del 23 febbraio sono state un esercizio di democrazia viziato dall’eccessivo personalismo dei candidati in campo e da un indebolimento del ruolo del partito che, storicamente, ha svolto la funzione di mobilitare la collettività attorno ad una idea di rinnovamento. Questo ruolo è mancato tanto da generare quei fenomeni di inquinamento che non possono appartenere alla nostra cultura". 

C’è chi vi accusa di frammentazione. Ma un dialogo con il centrosinistra è ancora possibile?

"Certo, non ho preclusioni. Non siamo come gli apologeti dell’autoritarismo che condannano l’esercizio del confronto. Con il centrosinistra di questa città siamo disponibili a parlare, ma solo dopo aver operato un’analisi autocritica sulla qualità del governo cittadino di questi anni. Non ci riconosciamo nel verticismo di alcune decisioni e come movimento siamo convinti che da sinistra debba partire un impegno forte a sostengo dei bisogni delle persone più deboli, della difesa dei beni comuni e della loro inalienabilità".

Vi siete dati un obiettivo elettorale?

"Mi candido per fare il sindaco. Non dobbiamo farci imprigionare dallo stress di risultato, ma continuare con la costruzione dal basso di una piattaforma programmatica che rispecchi il senso del nostro impegno collettivo. Tra di noi ci sono professionisti, artigiani, esponenti della cultura e dei saperi e precari. E’ una sfida che raccogliamo insieme".

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