Giovedì, 29 Luglio 2021
Comunali Bari 2014 Japigia / Lungomare Armando Perotti

Digeronimo:" Il Lungomare Sud può diventare il cuore pulsante della città"

La pm, candidata alle prossime Comunali, propone una soluzione per il rilancio dell'area: "Il progetto Matarrese? Cubature forse troppo elevate. Bisognerebbe trovare un compromesso tra esigenze private e collettive"

Una "rigenerazione attraverso l'ambiente" per cambiare radicalmente il volto del Lungomare Sud di Bari. Come gli altri candidati sindaco alle prossime amministrative, anche Desirée Digeronimo punta sulla vasta area tra Japigia e Torre a Mare per il rilancio della città. Per ogni esponente c'è un'idea differente su come si debba agire sul fronte mare e nella fascia costiera attualmente degradata, ricettacolo di sporcizia e criminalità: Di Paola intende perseguire "una nuova strategia urbanistica", Olivieri sogna "una Bari versione Barcellona" e Madetti, del M5S, propone una "visione eco-compatibile e a impatto zero".

Digeronimo ha una sua visione che spera di mettere in pratica in caso di elezione a Palazzo di città: "Mi immagino - spiega - strutture come un Porto turistico, spazi per sport, aree verdi, piste di pattinaggio e luoghi per la movida. Vorremmo che il Lungomare Sud diventi il cuore pulsante della città, anche alla luce del progetto del nodo ferroviario, che libererà molti spazi nel quartiere Japigia".

Circostanza che può far gola a molti costruttori, ma che, secondo Digeronimo, non deve pregiudicare uno sviluppo dell'area, orientato alla collettività: "La riqualificazione - afferma - non può prescindere, naturalmente, da un riassetto fognario e stradale" piuttosto che da un'edificazione massiccia: "Bari - analizza il magistrato - non ha bisogno di nuova edilizia residenziale. Siamo in calo demografico e il Piano Quaroni che prevedeva una città da 600mila abitanti, non è più adatto".

Un ragionamento che si inserisce nel dibattito riguardante cosa farne di Punta Perotti dopo "10 anni di immobilismo" di Emiliano: "Il progetto dei Matarrese a mio parere ha delle cubature troppo elevate. Dovremmo trovare un giusto mezzo tra le esigenze dei privati e l'interesse della collettività. Fermo restando che ci sono diritti acquisiti da sentenze passate in giudicato, bisognerebbe anche considerare le indicazioni del Piano territoriale Paesaggistico della Regione Puglia" che non prevede la cementificazione della costa. Digeronimo propone un "confronto" tra le parti per poter trovare una soluzione, al fine di tutelare la collettività: "Bari ha delle grandi potenzialità e deve tornare ad essere una città che vive il suo mare" auspica il magistrato.

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