Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Sull’ipotesi Melini, tensione nel Pd. Battista: "Ci faremo sentire"

Il capogruppo dei democratici a Madonnella non ci sta all'idea di indicare la fittiana come presidente del Municipio del Mare: "Vorremmo parlare di idee anziché di nomi che non appartengono alla nostra storia"

La notizia della possibile candidatura di Irma Melini alla Presidenza del Municipio del Mare ha messo in fibrillazione molti dirigenti del Pd di via Zara. A partire dal capogruppo uscente di Madonnella, Nicola Battista, che ora "rischia" di dover fare campagna elettorale al numero uno dell'opposizione di via Vaccaro, con cui per anni non sono mancati scontri polemici sulla gestione amministrativa della città.

"Ci auguriamo che sia solo una notizia rimbalzata sui giornali, ma come circolo ci siamo assunti la responsabilità di far uscire molto presto una nostra posizione con idee, proposte e contenuti per i quartieri che compongono il Municipio", afferma Battista. Che aggiunge: "Più che sul nome ci si dovrebbe concentrare sulle idee e non vorremmo come Partito Democratico finire per sopportare una decisione che non appartiene alla nostra storia".

Un messaggio chiaro rivolto ad Antonio Decaro, che nei prossimi giorni dirimerà la questione delle candidature municipali mantenendo fede ai criteri che ha annunciato sin dal primo giorno della sua corsa elettorale, a partire dal rinnovamento generazionale con cui vorrebbe connotare la sua esperienza da sindaco. L'ipotesi Melini sembra rispondere ad un disegno duplice: da un lato rappresenterebbe un segno di stima di Decaro nei confronti della battagliera consigliera (fittiana di ferro, assistente del deputato Francesco Paolo Sisto e sempre in prima fila durante i meeting baresi di Berlusconi), dall'altro avrebbe l'obiettivo di contrastare la coalizione di centrodestra che, nel Municipio del Mare, può contare sul feudo di Libertà.

Per il Municipio che raggruppa Libertà, Murat, San Nicola, Madonnella , Japigia e Torre a Mare si era fatto anche il nome dell'ex senatrice Giusy Servodio, ma con il proseguire dei giorni le sue quotazioni sono scese.   Tuttavia le polemiche generate all'interno del centrosinistra dopo la nomination della Melini stanno spingendo Decaro ad un riflessione serrata con i suoi consiglieri. In pochissimi giorni la partita dovrebbe essere conclusa, anche perché l'obiettivo è quello di marcare una differenza con il centrodestra che, al momento, non ha ancora trovato la sintesi sulle candidature "a causa" del Nuovo Centrodestra. Gli alfaniani rivendicano almeno due presidenze ma, quasi certamente, ne potranno indicare solo una. Salvo non procedere in modo indipendente dalla coalizione. A Di Paola il compito di dirimere la matassa.

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