Comunali, l’insorgente Ladisa: "Altro che reddito di cittadinanza, a Bari servono cantieri"

Il leader del Movimento Duo Siciliano: "Favorevoli alla costruzione della Cittadella. Oltre al rilancio dell'edilizia, per il capoluogo serve un piano turistico mondiale da costruire attorno alla figura di San Nicola"

Michele Ladisa anche a lei chiediamo di siglare una serie d’impegni con il suo elettorato. Anzitutto una curiosità: ci spieghi cosa significa essere leader di un Movimento che si richiama ai fasti del Regno delle Due Sicilie.  

"Molto semplicemente lottare contro quanti ritengono quel periodo una fase buia della nostra storia. E’ un falso, perché 153 anni di unità d’Italia non hanno affatto reso giustizia alla spoliazione di risorse che ha dovuto subire il Sud. Guardando a quella fase storica si comprende come non esisteva una emigrazione dei nostri giovani come quella di oggi. Non solo, erano presenti realtà produttive importanti in Calabria, Campania  e Puglia e, soprattutto, fu sempre in quella fase storica che il sud avviò la sua infrastrutturazione. Non mettiamo in discussione la Nazione, ma vogliamo rendere giustizia affinché si sappia che il Sud è stato spogliato di infinite risorse ai favore dei Piemontesi".

Entriamo nel merito della campagna elettorale. Un impegno per il rilancio del commercio.

"Noi pensiamo che Bari non abbia mai sfruttato adeguatamente  la presenza di San Nicola tra le sue mura. Occorre costruire un offerta turistica mondiale, che richiami ogni mese migliaia di persone attorno al Santo di Myra, così venerato in ogni angolo di Mondo. Solo così il piccolo commercio potrà rilanciarsi, perché oggi la domanda di consumo di soli baresi non basta a reggere la crisi economica. Poi va realizzato uno sportello unico che si impegni, nel tempo massimo di 90 giorni, a realizzare tutte le pratiche necessarie all’apertura di nuove attività. In molti, infatti, vorrebbero aprire negozi e botteghe ma la burocrazia è talmente lenta da scoraggiarli".

Capitolo verde pubblico…

"La legge già prevede che per ogni palazzo costruito ci debba essere una metroquadratura di verde adeguata a bilanciare la costruzione. Occorre far rispettare la legge e farsi venire qualche idea innovativa. Tra le tante a me piace quella di costruire rotatorie verdi che permettono di evitare incidenti e rendere più belle le nostre strade".

Che impegno vorrebbe assumere per favorire una mobilità sostenibile?
"L’esperimento del grattino è fallito. Era stato detto che in centro con la tassa oraria per la sosta le cose sarebbero cambiate, ma non è stato così. Io credo che per migliorare la circolazione dei bus, si dovrebbe pensare alla possibilità di far arrivare in centro autobus piccoli ed elettrici. I bus più grandi dovrebbero raggiungere zone attigue al centro, penso alla Fiera del Levante. Lì poi gli utenti dovrebbero prendere piccoli bus elettrici, capaci di destreggiarsi nel traffico con maggiore facilità e quindi evitare disastrosi ritardi".

A Bari stanno aumentando furti e rapine. Da candidato sindaco ha una idea di come si possa arginare questo fenomeno?
"Investendo nel lavoro. Occorre creare occasioni di occupazione, rilanciando l’edilizia e stimolando il turismo. Molti nostri figli sono disoccupati da anni, ma ciò dipende anche dal fatto che in città non ci sono investimenti in grado di generare occupazione. Personalmente sono favorevole alla costruzione della Cittadella della Giustizia che metterebbe a lavorare centinaia di nostri ragazzi".

Idee per la Cultura…

"A Bari mancano biblioteche. Vorrei una città ricca di luoghi dove i baresi possano fermarsi a leggere e studiare. Occorrono più spazi anche per ragazzi, perché la sola ludoteca del Parco non è sufficiente a soddisfare le esigenze sia dei genitori che dei figli. Il cantiere fermo del Piccinni è una vergogna di questa amministrazione  e mi auguro che presto possa essere riaperto. Poi il Margherita, oggi un contenitore vuoto che noi vorremmo riportare alla sua originaria funzione di cine-teatro. A Bari manca una regia sulla cultura che va tutta ricostruita."

Idee per contrastare la povertà, sempre più crescente anche nelle fasce del ceto medio che si ritrovano senza un lavoro.
"Più che con il reddito di cittadinanza, Bari deve lottare contro la povertà aprendo cantieri e sviluppando piccole attività commerciali per permettere a chi si ritrova disoccupato di non dover fuggire dalla città per trovare lavoro. I poveri vanno difesi. Una mia idea è quella di costruire diversi container dove poter trasferire le famiglie che, per un motivo o per un altro, subiscono uno sfratto o si ritrovano senza casa. Spesso ascolto la storia di famiglie che devono separarsi per garantirsi un tetto dove dormire. Questo non deve più succedere".

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