Comunali Bari 2014

Municipio IV, Scavo: "Ripartire dalla partecipazione dei cittadini"

Intervista al candidato presidente di Convochiamoci per Bari: "Riavvicinare i cittadini alle istituzioni, coinvolgendoli nelle decisioni che riguardano il territorio"

55 anni,  dipendente pubblico.  Consigliere circoscrizionale dal 1990 al 1995 eletto nelle liste del Pci. Fino a sei anni fa, segretario di sezione del suo partito, Rifondazione comunista. Nicola Antonio Scavo è il candidato presidente al IV Municipio di Convochiamoci per Bari, la lista che sostiene la corsa a Palazzo di Città di Luigi Paccione.

Da qualche anno si era ritirato dalla politica attiva. Come è nata questa voglia di impegnarsi nuovamente con Convochiamoci per Bari?

“Conoscevo già Luigi Paccione, avevamo avuto modo di incontrarci in precedenza. Mi sono ritrovato  in pieno nel suo programma e, anche sollecitato dal mio partito, ho deciso di accettare la candidatura per la presidenza del Municipio e di entrare a far parte della squadra di Convochiamoci per Bari”.

Se dovessi chiederle, guardando al IV Municipio nel suo complesso, di individuare una priorità, una cosa sulla quale lei agirebbe subito, quale sarebbe?

“Per me una della priorità è il riavvicinamento della gente alle istituzioni, a cominciare proprio dai Municipi, che rappresentano il primo gradino . Da noi c’è una sfiducia fortissima in quella che è stata la Circoscrizione.  La nostra è una delle periferie ‘più periferie di Bari’, è un territorio complesso, in cui ci sono tre ex frazioni, con storie e problematiche diverse, e con tutte le difficoltà che ciò comporta. Anche per questo è importante puntare sulla cittadinanza attiva, coinvolgere i cittadini in prima persona”.

Qual è invece un impegno che lei prenderebbe per ciascun quartiere? Cominciamo da Carbonara.

“Innanzitutto completare la fogna nera e quella bianca, ci sono zone di Carbonara che ne sono ancora sprovviste”.

Parlando di Ceglie invece?

“Il problema più grande, in questo quartiere come negli altri del Municipio, è la presenza della microcriminalità. Io credo che per combatterla servano innanzitutto lavoro e servizi sociali. Potenziare il più possibile i servizi sociali. Se non ci sono valide alternative, è facile per la criminalità attirare i più giovani. Ma collegato al discorso della malavita c’è quello delle scuole , che qui sono solo ‘di passaggio’.  Qui c’è la scuola media Manzoni-Lucarelli che rischia di chiudere perché non ci sono abbastanza iscritti. Molti genitori scelgono di iscrivere i propri ragazzi in scuole di altri quartieri, ritenendoli migliori, quando invece non è così”.

Loseto?

“Loseto, come del resto anche  Carbonara e Ceglie, è divisa in due parti, c’è la zona storica, con circa 300 abitanti, e poi c’è la zona nuova. Lì non c’è assolutamente nulla, mancano i servizi. I residenti tornano a casa solo per mangiare e dormire, ma la loro vita sociale si svolge altrove.”

Quartiere Santa Rita?

“Anche Santa Rita ha il problema di essere, a parte la zona popolare, un quartiere dormitorio. C’è un centro sociale che cerca di offrire sostegno alle famiglie, magari seguendo i ragazzini nel dopo scuola. E poi soprattutto c’è una grande mancanza di verde. Con tanti palazzoni è inconcepibile  non aver pensato ad uno spazio comune. Un parco c’era, ed era quello della Cava di Maso, ed è stato distrutto dall’alluvione. Quello almeno faceva da attrattiva per il quartiere, un posto in cui i ragazzi si ritrovavano”.

Ultima domanda: decentramento e istituzione dei Municipi. Lei pensa che questa riforma porterà dei vantaggi?  

“Solo a patto che presidente e consiglieri che saranno eletti riescano ad avvicinare i cittadini. Penso, ad esempio, alla possibilità di svolgere le sedute del Consiglio in un cinema, o in piazza. Bisogna insomma sollecitare i cittadini, renderli partecipi e attivi della vita del Municipio. Se non si avvicinano le persone alle decisioni, non serve a nulla. Secondo me, il ruolo dei consiglieri deve essere solo quello di votare i provvedimenti, ma tutta la discussione deve essere fatta tra i cittadini”.

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