Mercoledì, 16 Giugno 2021
Comunali Bari 2014

Dimmi con chi governi e ti dirò chi sei

La campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo, ma si fatica a rintracciare una mobilitazione capace di generare discussione, dibattito e partecipazione attorno ad argomenti chiave.

Una campagna elettorale così dimessa non ce la saremmo mai immaginata. Non siamo ancora entrati nel vivo. Mancano due mesi. “Troppo presto”, dicono gli esperti di campagne elettorali. Fatto sta che superato  il guado delle primarie del centrosinistra, e ricomposto il puzzle sempre eterogeneo a sostegno di Mimmo Di Paola, si fatica a rintracciare una mobilitazione capace di generare discussione, dibattito e partecipazione attorno ad argomenti chiave.

Al netto dei mercatini rionali (quando un accordo per impedirne l’uso così demagogico?) e qualche sortita programmatica sfumata a promessa dei soliti “farò”, tutto appare immobile ed ingessato attorno alla composizione delle liste. Il bene comune sfuma, le volpi escono dal letargo e la domanda più gettonata non è chi sei e che cosa vorresti fare, ma solo “quanti voti porti?”.

Anziché costruire dal basso una naturale selezione della classe dirigente si assiste al supermercato del voto e, fatta eccezione per i tantissimi meritevoli, l’esercito dei pasdaran dell’urna è pronto a saltare sul primo tram disponibile. Chiariamo: persone che stanno investendo quote della propria esperienza politica, culturale e professionale in politica ce ne sono e fanno bene a continuare. Ma che siano la maggioranza non lo si può proprio affermare.

C’è chi come il gruppo Manifesto per Bari o la rete #convochiamociperbari hanno lavorato alla redazione di proposte interessanti generando una sana attivazione. Quello che si fatica a vedere ad altre latitudini. Poggiare una campagna elettorale sullo scontro dialettale, lo sfottò, la parola sbagliata o su comunicati composti da promosse roboanti non è la ricetta migliore per risvegliare la città e animarla attorno ad un progetto di cambiamento. Non basta neanche mettere i comitati uno di fronte all’altro come fosse uno stadio. E’ necessario mettere insieme le energie migliori della città, animare un confronto serrato e strutturare un percorso di confronto rendendo i circoli dei partiti luoghi di discussione ed elaborazione.  Dopo un decennio amministrativo a corrente alternata,  i nodi irrisolti della città sono tanti. E le sfide davanti non possono essere più rinviate.

Il futuro Piano Regolatore, il rapporto con il mare, i contenitori da riqualificare (vedasi Rossani) la cultura da riorganizzare, la manutenzione ordinaria (strade, cavalcavia, fogne), il verde urbano, la mobilità sostenibile e la lotta contro la povertà incipiente. Sarebbe bello che tutti i candidati ci indicassero da chi si faranno affiancare quando saranno al governo. Da chi, e non solo come, sarà composta la giunta. A chi saranno affidate le chiavi di certi asset strategici. Dovremo ancora assistere a conflitti d’interesse? In che modo sarà avviato il ricambio generazionale? Perché la deriva personalista della politica che trasforma la funzione sociale dei partiti a meri contenitori di produzione di consenso (nel migliore dei casi) non basta a governare la complessità. E che circondarsi delle persone giuste diventa dirimente, necessario, qualificante. Si avrà il coraggio di indicare queste persone oppure sarà sempre la bilancia dei pesi e contrappesi a decidere il futuro?

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