Domenica, 13 Giugno 2021
Comunali Bari 2014

Palmisano: "Decaro candidato forte, ma le sinistre devono rimanere unite"

L'ideatore del Manifesto per Bari: "La scelta di Antonio ci rasserena, ma è necessario andare uniti per evitare di consegnare la città ad un periodo oscurantista. Alba e Rifondazione? Il loro contributo di idee è importante"

Il tavolo della maggioranza ha espresso il suo candidato: sarà Antonio Decaro. Contento?
"Mi rasserena molto la candidatura di Antonio, perché trovo che adesso si sia chiarito lo scenario verso il quale deve andare la città che vogliamo. Ora abbiamo delle candidature che coprono diverse aree del centro-sinistra, e un candidato forte che può fare entusiasticamente sintesi con la coalizione, la cui centralità è indubitabile ed opportuna per proseguire a rilanciare Bari e perseguire obiettivi sempre più alti".

Ma quali sono i punti attorno ai quali il Manifesto per Bari chiamerà  i candidati a confrontarsi in maniera serrata? Quali le priorità per il futuro della città?
"Noi staremo al tavolo del programma della coalizione per esprimerci sui punti che hanno qualificato la nostra identità sin dall’inizio. Un welfare di prossimità che ricostituisca un senso e un’identità cittadina solidale, equilibrio tra i generi e le generazioni, e che porti sempre più lavoro certo e continuo; il lavoro stesso, con un occhio particolare alla manifattura, al commercio, al turismo e all’Ict; la scuola e l’università, che per noi sono i serbatoi del futuro della città metropolitana e della Puglia intera; il rapporto con il mare, con la costa e con il mare desiderato che ogni barese ha dentro; l’urbanistica rigenerante e riqualificante, con le periferie come cerniere e miniere di risorse umane e sociali. Tutto questo con una prospettiva di pianificazione partecipata davvero, a monte e non a valle, che prevenga la produzione di conflitti tra le parti. Tutto sommato, per noi il futuro è una maggiore qualità della vita, non soltanto dei redditi".

Le primarie saranno un grande momento di partecipazione. A suo modo di vedere peseranno più le tessere o le idee?
"Le idee. Questa volta peseranno le idee più lunghe, non quelle ammalianti e dalle gambe corte del centro-destra. Voglio dire che è inutile prendersi in giro: la città è dentro una trasformazione sociale ed economica che investe il Paese, e che non ha bisogno di super manager, ma di politici. Allora va intercettata l’esigenza di cambiamento e governata con competenza per avere una grande, democratica ed autorevole città metropolitana da qui a dieci anni. D’altra parte, solo un illuso può pensare di portare Bari alla grandezza che non ha mai avuto in pochi anni o mesi. Noi partiamo da quanto già fatto in questa direzione per non sottrarci dal compito e dal dovere di governare ancora e ancora meglio, con una classe politica più giovane e nuove competenze".

La sinistra barese appare divisa. Il gruppo di Alba, insieme a Rifondazione Comunista, ha annunciato di volersi separare in aperto dissenso con alcune delle scelte assunte dal centrosinistra locale e dai suoi esponenti di governo. Crede si possa ricucire questa frattura?
"È necessario andare tutti uniti in una grande coalizione di centro-sinistra. Se alcune sinistre decidessero di correre da sole, rischieremmo di consegnare la città a un periodo oscurantista. Io sono certo che fratture e incomprensioni possano sempre essere sanate se c’è la voglia di farlo da entrambe le parti, e sono pronto a fare la mia parte personale perché Alba e il Prc vengano in coalizione portando il loro importante bagaglio di idee".

Il Manifesto per Bari che ruolo si ritaglierà da qui alle primarie?
"Ce l’abbiamo già, il ruolo: portare a votare alle primarie quanta più gente possibile, con i nostri eventi all’Ekoiné, dando un contributo intelligente e magari di mediazione tra alcune parti".

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