Comunali Bari 2014

Comunali, le proposte dei candidati sindaco sulla lotta alla povertà

MARCO CORNARO (POLO BARESE) - “Deportare cittadini baresi senza fissa dimora in immobili a Taranto è una vergogna quando ci sono luoghi utilizzabili in città, come la Bonomo, la ex casa del profugo, l'ex Nautico, di proprietà del Comune. Bisogna risolvere l'emergenza abitativa. Intendiamo aprire un osservatorio per il lavoro che monitori le opportunità di lavoro e i nostri cittadini sfortunati, creando cooperative sociali orientate al turismo per assistere e orientare i turisti. Dobbiamo prendere come esempio le cooperative emiliane e lombarde, ovvero industriali, come base del nuovo sviluppo di Bari".  - Leggi l'intervista

DESIREE DIGERONIMO (LISTE CIVICHE) - "Primo, il reddito di cittadinanza, attraverso l'utilizzo del piano sociale di zona, quindi implementare le risorse con la creazione di un brand del Comune di Bari che dovrebbe portare un concreto aiuto attraverso la gestione di una onlus, a titolo di donazioni. Queste verrebbero riutilizzate come somme da destinare al sostegno per le persone in difficoltà, anche con la creazione di borse di studio per giovani disagiati. Quindi, un censimento degli immobili per supportare il social housing, lo sblocco delle graduatorie delle case popolari e lotta alle occupazioni abusive, Infine, un censimento dei senzatetto e uno sportello di ascolto per la famiglie". - Leggi l'intervista

MIMMO DI PAOLA (CENTRODESTRA) - "Sul modello della protezione civile, io creerò la rete della protezione sociale, ovvero un sistema ben organizzato in cui si sappia a chi rivolgersi, l'istituzione di un unico numero a cui chiamare, di un centro di raccolta che smisti cibo e medicine. Questo per aiutare le fasce povere sempre più in difficoltà. Ma immagino anche politiche sociali che non si basino solo sui capitoli di bilancio dedicati ma che trovino nei privati un sostegno significativo. Uno dei primi fenomeni a cui metterò mano è quello dell'emergenza abitativa con strumenti di controllo delle graduatorie esistenti e con interventi di social-housing. Non escludo la possibilità di utilizzare edifici comunali dismessi e di adeguarli per dare un tetto a chi lo aspetta da anni". - Leggi l'intervista

MICHELE LADISA (INSORGENZA - MOVIMENTO DUOSICILIANO) - "Più che con il reddito di cittadinanza, Bari deve lottare contro la povertà aprendo cantieri e sviluppando piccole attività commerciali per permettere a chi si ritrova disoccupato di non dover fuggire dalla città per trovare lavoro. I poveri vanno difesi. Una mia idea è quella di costruire diversi container dove poter trasferire le famiglie che, per un motivo o per un altro, subiscono uno sfratto o si ritrovano senza casa. Spesso ascolto la storia di famiglie che devono separarsi per garantirsi un tetto dove dormire. Questo non deve più succedere". - Leggi l'intervista

STEFANO MINIELLO (NUOVA ERA - LIBERALDEMOCRATICI) - "In un momento di così grande dramma, di disagio e disoccupazione, le politiche sociali devono diventare ipertrofiche, lanciando una ciambella di salvataggio, sostenendo i più poveri e gli ultimi. Dobbiamo creare mense pubbliche e posti letto in dormitori pubblici. E' nostra intenzione costruire più alloggi popolari, ma anche piccoli appartamenti per le giovani coppie. Inoltre, pensiamo a un salario di cittadinanza e sussistenza per 400-500 famiglie disagiate. Le politiche sociali devono fornire facili accessi alle scuole materne, anche private parificate, con contributi diretti del Comune". - Leggi l'intervista

LUIGI PACCIONE (CONVOCHIAMOCI PER BARI) - "Su questo il nostro impegno è quello di realizzare un centro di ascolto permanente nei vari quartieri della città, per monitorare le esigenze e offrire risposte veloci ai bisogni di chi è più povero. Dobbiamo uscire dall’istituzionalizzazione del degrado che favorisce la formazione di progetti consegnati a cooperative  di cui spesso non si riconoscono i risultati. Noi vogliamo favorire il volontariato che nasce dall’attivazione solidale e spontanea di migliaia di persone, che io considero rappresenti la parte sana e bella della città.   Ma non possiamo permettere di delegare l’aiuto al prossimo solo alle parrocchie, serve una mobilitazione generale che sappiamo esistere e che deve essere messa a valore.  E’ un po’ il senso della nostra proposta perché  la rigenerazione dell’azione politica non può che passare attraverso il protagonismo degli elettori e dei cittadini che decidono di impegnarsi per il bene comune". - Leggi l'intervista

GIACOMO PETRELLI (ALTERNATIVA COMUNISTA) - “Io preferirei usare quei soldi che altri candidati vogliono destinare per cementificare ancora di più la città, per poter dar vita al reddito sociale per tutti, per poter sostenere coloro che al momento stanno subendo la crisi". - Leggi l'intervista

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